Zingaretti nominato segretario generale Pd/ “Serve campo largo per battere la Lega”

- Niccolò Magnani

Nicola Zingaretti nominato ieri segretario generale Pd durante l’assemblea nazionale

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Assemblea Nazionale Pd: Nicola Zingaretti, Paola De Micheli e Paolo Gentiloni (LaPresse, 2019)

Assemblea nazionale del Partito Democratico ieri a Roma, un appuntamento durante il quale Nicola Zingaretti è stato investito ufficialmente del ruolo di segretario generale del Pd, dopo aver vinto le Primarie. «Il Pd non è spezzato, non è sconfitto – attacca il neo-presidente Dem – molti avversari e anche qualche amico prevedevano un disastro. Non è stato così». Obiettivo, riportare in vita il centrosinistra iniziando dal richiamare fra le proprie fila l’elettore deluso, che in occasione delle politiche dell’anno scorso ha votato Movimento 5 Stelle e «che non è affatto scontato – sostiene Zingaretti – che torni da noi». Per provare a raggiungere tale obiettivo serve più stato e più spesa pubblica, sostiene il presidente della regione Lazio, assumendo 100mila operatori sanitari e combattendo la povertà: «Dovrebbe essere di tutti l’impegno sulla scuola, l’informazione, l’università e la ricerca – spiega – e le imprese diventano più competitive se c’è la compartecipazione dei lavoratori». Per farlo bisogna «lasciarsi alle spalle le contese” e creare “un campo più largo per rispondere alla Lega che è il vero dominus del governo». Zingaretti invita il popolo democratico a muoversi fin da subito “mettendo in campo una nuova fase, e per farlo dobbiamo voltare pagina”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ZINGARETTI NOMINATO SEGRETARIO GENERALE PD

Dopo il dibattito all’Assemblea Nazionale che ha visto partecipare, tra i tanti, anche i due sconfitte da Zingaretti alle Primarie dem – Martina e Giachetti – il Segretario ha preso parola per il discorso di chiusura di questa prima giornata ufficiale da Segretario Pd: «Noi abbiamo bisogno di tutti, perché come ha detto Maurizio il nostro nemico è fuori da questa stanza. Noi abbiamo bisogno di ricorrere al meglio che c’è tra noi per essere valorizzati. L’unità si fonderà su due elementi: il riconoscimento delle ragioni degli altri, anche di chi non è d’accordo. Non la condivisione dell’idea di chi non è d’accordo, ma il riconoscimento, che fa parte della discussione politica. Questo non vale solo a Roma, ma in tutte le federazioni. A me ha fatto male, anche dal punto di vista umano, in questi lunghi anni dove nella mia regione ci sono state sconfitte drammatiche ma anche grandi vittorie, che il Lazio non venisse mai citato quando nel partito si facevano esempi di modelli amministrativi, forse perché ero io il protagonista». Poi la “stoccata” a Giachetti (e di fatto anche a Renzi) che poco prima aveva rivendicato un ruolo di minoranza dicendo «Fino a che c’è una minoranza, parla. E’ vero che uno degli ideologi di questa nostra baracca ha sostenuto che se in fondo Renzi e i suoi se ne vanno, ci fa pure piacere, segnalo che questa non è la prospettiva del PD come lo abbiamo voluto nel 2008..»: il Segretario ha poi replicato «se mi convincerai delle tue ragioni, io sarò il primo ad essere contento e a darti ragione. Perché questo è il modo di stare insieme. Io chiedo a tutti di non considerarsi di per se minoranza a prescindere. C’è stato un Congresso, ma poi c’è la vita del Paese. Quindi non indossiamo giacche predefinite».

“NOI DA TSIPRAS A MACRON”

Un lungo intervento quello di Nicola Zingaretti, proclamato segretario dall’assemblea nazionale del Pd. Il nuovo leader del centrosinistra, come riporta Repubblica. ha spiegato come secondo la sua visione delle cose il Partito Democratico debba cambiare:”Dobbiamo cambiare tutto, penso a un nuovo statuto da scrivere insieme. Credo in un partito aperto e pluralista, aperto al civismo e al volontariato, basta con il correntismo esasperato che ha lasciato fuori troppe persone. A noi serve un Pd forte ma anche una rete di corpi intermedi. Dobbiamo costruire un campo democratico largo più allargato e inclusivo, senza settarismi. Potranno farne parte anche forze diverse, forze civiche ma anche di orientamento liberale, persino nobilmente conservatrici che sono ugualmente lontane da Salvini”. Almeno un paio i richiami al movimento ambientalista di Greta Thunberg: “Spalanchiamo le porte del nostro partito a questa nuova generazione, ai ragazzi come Greta, non abbiamo paura di coinvolgerli”. Zingaretti ha poi risposto ad uno dei quesiti di maggiore interesse delle ultime ore, il posizionamento del Pd alle prossime Elezioni Europee:”Sono sicuro che troveremo il modo di arginare la destra e i sovranisti già alle elezioni europee. Per questo rilancio da segretario una parola d’ordine semplice ma che dà l’idea: da Tsipras a Macron”. (agg. di Dario D’Angelo)

GENTILONI ELETTO PRESIDENTE PD

L’ex Premier Paolo Gentiloni è stato eletto Presidente del Partito Democratico: l’Assemblea Nazionale ha approvato, su proposta del Segretario Zingaretti, con tutti voti favorevoli tranne 86 astenuti: dopo la salita sul palco, l’ex Ministro degli Esteri ha ringraziato la platea dem spiegando «Non è un ‘assemblea di reduci o di scampati a un naufragio. Abbiamo avuto le nostre sconfitte ma questa è un’assemblea consapevole di avere sulle proprie spalle la responsabilità di un nuovo inizio. Questa non è un’assemblea di reduci o di scampati a un naufragio. Certo abbiamo avuto le nostre sconfitte, ma siamo consapevoli di avere sulle nostre spalle la responsabilità di un nuovo inizio. Il Pd non si accingerà a questo sforzo in base al mito di Sisifo per cui tra qualche mese o qualche anno ci richiameranno a prendere ‘sto masso del governo e riportarlo sulla montagna. Lo faremo con un’alleanza nuova e con una nuova visione della nostra società e del futuro dell’Italia. Abbiamo di fronte a noi una cruna dell’ago che sono le elezioni del 26 maggio. E già in quell’occasione potremo competere con Salvini. Ma ognuno deve avere chiaro che si fa un partito per il paese non per guadagnare posizioni personali o mettere in evidenza posizioni personali. C’e’ una squadra e si fa in modo che questa squadra possa tornare a vincere». Luigi Zanda è eletto tesoriere con 86 astenuti mentre lo stesso Gentiloni ha nominato Anna Ascani e Debora Serracchiani vicepresidenti dell’Assemblea Pd: inoltre il nuovo ufficio di presidenza è formato da Paolo Gentiloni, Luigi Zanda, Debora Serracchiani, Anna Ascani, oltre ai capigruppo di Camera, Senato, Eurodeputati e del segretario Nicola Zingaretti.

ZINGARETTI PROCLAMATO SEGRETARIO

Nicola Zingaretti è stato proclamato Segretario durante l’Assemblea Nazionale del Pd in corso a Roma nella consueta cornice dell’Hotel Ergife: dopo la schiacciante vittoria alle Primarie dem contro Martina e Giachetti, il Governatore del Lazio fa il suo ingresso ufficiale da nuovo Segretario dopo il doppio mandato di Matteo Renzi (assente illustre all’Assemblea, si è fatto sentire solo con un tweet di incoraggiamento al suo successore). «Non è in gioco solo il governo ma le fondamenta irrinunciabili della nostra comunità politica. Il Paese è bloccato e sta decadendo. Il pil è fermo – prosegue il Segretario nel suo primo discorso ufficiale all’Assemblea Nazionale Pd – nel prossimo autunno ci sarà bisogno di una manovra di decine di miliardi di euro e sarà drammatica». Poi ancora contro Lega e M5s si scaglia il Governatore, «Questo è il governo dei nì. Nì sulla Tav, nì sul Venezuela, nì sull’accordo commerciale con la Cina. Un grande Paese come l’Italia non può essere governata dai nì, ma con decisioni chiare che facciono aumentare la fiducia e aumentino la credibilità del Paese». Non solo attacchi al Governo però con Zingaretti che rivendica la possibilità di un nuovo Pd anche contro i suoi detrattori che lo vedono “specchio” di un possibile ritorno del passato vetero-comunista: «Qualcuno prevede fuori di noi, negli editoriali che ho letto, che metteremo da parte il riformismo. Dico esattamente il contrario: serve più riformismo per affrontare il futuro. Ma il riformismo non si misura con le parole ma con il grado di giustizia sociale, migliorando la vita delle persone. Di questo riformismo abbiamo un disperato bisogno».

ASSEMBLEA NAZIONALE PD: LA DIRETTA VIDEO STREAMING

Oltre alla proclamazione ufficiale, avvenuta con la consueta diretta streaming video dell’Assemblea Pd, la giornata di oggi prevede per il neo-eletto Nicola Zingaretti la nomina del Presidente (voto a scrutino segreto con la maggioranza assoluta di tutta l’Assemblea dei delegati), la scelta del Tesoriere e la prima riunione della Direzione Nazionale scelta dal neo Segretario ma approvata dal diretti delegati. Ricordiamo come oggi non sarà resa nota la Segreteria di Zingaretti che invece verrà indicata dal Segretario in una riunione della Direzione convocata con specifico odg nei prossimi giorni. Sembra scontata la nomina di Paolo Gentiloni a Presidente del Pd, con l’ok dell’ala Lotti-Guerini-Boschi – «Voterò Gentiloni presidente, non faccio parte di nessuna corrente. Ho votato convintamente Giachetti alle primarie, il mio voto rispetta anche il lavoro fatto insieme a Gentiloni al governo» ha fatto sapere l’ex Ministra delle Riforme – mentre l’unico ad esprimere parere contrario é Giachetti, «Paolo Gentiloni è un amico e un fratello, per me. Ma al congresso si è schierato apertamente con Zingaretti. Se fosse stato una personalità realmente terza, non avrei avuto difficoltà a votarlo. Ma oggi, dalla minoranza, non riterrei coerente farlo». Il grande assente è però ancora Matteo Renzi che ha voluto far marcare in questo modo la sua “distanza” da Zingaretti (ufficialmente per motivi familiari non è presente all’Assemblea Nazionale) lanciando però un messaggio comunque distensivo «Oggi Nicola Zingaretti inizia il suo lavoro come Segretario Nazionale del Pd. Un abbraccio a lui e a tutta la squadra che lavorerà con lui. L’Italia si aspetta dal PD una risposta allo sfascio di Salvini e Di Maio, non più polemiche interne. Avanti tutta! Buon lavoro, Nicola».



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