PACCO BOMBA A SINDACO APPENDINO/ Torino choc, Fassino “nessuna tolleranza”

- Silvana Palazzo

Pacco bomba diretto alla sindaco di Torino Chiara Appendino: poteva esplodere. “Non mi intimidite”: messaggi di vicinanza da Fassino, Meloni e Patuanelli

salone dell'auto torino milano appendino
Torino, il sindaco Chiara Appendino (LaPresse, 2019)

Mentre le analisi confermano che la lettera-pacco bomba ricevuto dalla sindaco Appendino poteva esplodere, non si placano le manifestazione di sostegno e solidarietà al sindaco di Torino attaccata per l’ennesima volta in modo barbaro dal gruppo di anarchici in città, tutto frutto di quell’ormai famoso sgombero del Centro Asilo di qualche mese fa. «Nessuna tolleranza per chi ricorre alla violenza per stravolgere la vita civile e democratica. Solidarietà a Chiara Appendino e impegno a contrastare ogni forma di intimidazione e prevaricazione», ha detto l’ex sindaco di Torino Piero Fassino, seguito a ruota dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, «Solidarietà al sindaco di Torino, Chiara Appendino, per il vile atto intimidatorio. Sì al confronto e allo scontro dialettico, no alla violenza e a gesti vigliacchi che ci riportano indietro di quarant’anni». Per il compagno di partito Stefano Patuanelli, l’attacco alla sindaca M5s è inqualificabile «Non c’è coraggio in un atto che minaccia morte. C’è solo paura degli altri, paura del mondo, c’è una vita che si consuma per generare la stessa paura, perché non conosce altro che quella. I veri bersagli della vostra stupida violenza – ha aggiunto capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato – siete voi. E la spirale di odio e di follia che queste vili intimidazioni volevano generare si ferma qui». (agg. di Niccolò Magnani)

“NON MI INTIMIDITE, VADO AVANTI”

Il giorno dopo il pacco bomba recapitato al sindaco di Torino, Chiara Appendino, arrivano anche le dichiarazioni dello stesso primo cittadino torinese. Attraverso la pagina Facebook l’esponente grillina ha fatto sapere che: «Se qualcuno pensa di intimidirmi si sbaglia di grosso. Avanti, più determinata di prima». Il pacco sospetto è stato recapitato lunedì 1 aprile presso Palazzo Civico, un nuovo messaggio minatorio dopo le minacce che la stessa Appendino aveva già ricevuto a febbraio per via dello sgombero del centro sociale di via Alessandria, e che hanno l’hanno costretta a vivere sotto scorta. «Esprimo piena solidarietà alla sindaca di Torino – il commento sulla vicenda da parte del presidente del consiglio, Giuseppe Conte – vittima di un gravissimo atto intimidatorio. L’intero governo è al suo fianco. Lo Stato non permetterà che minacce del genere le impediscano di esercitare appieno il suo ruolo». Il pacco è stato individuato e disinnescato prima che potesse fare del male, e stando a quanto sostenuto dagli artificieri, sarebbe potuto esplodere provocando anche dei danni. «Piena vicinanza e solidarietà a Chiara Appendino – le parole di Sergio Chiamparino, numero uno della regione Piemonte – dopo il gravissimo e vigliacco atto di cui è stata oggetto. Le istituzioni sono unite con fermezza e rigore a difesa della democrazia, non arretreranno di un passo davanti a chi usa la violenza e l’intimidazione». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TORINO, APPENDINO MINACCIATA CON UN PACCO BOMBA

Un congegno rudimentale all’interno di una busta esplosiva: dentro una pila, fili e polvere, che verrà sottoposta ad analisi. E così è scattato l’allarme bomba a Torino. Il plico è stato recapitato alla sindaca Chiara Appendino. Il mittente della busta è Scuola Diaz, conosciuta per i fatti del G8 di Genova nel 2001. Per la precisione è “Scuola A. Diaz. Via C. Battisti 6, 16145 Genova” il mittente della busta sospetta inviata all’ufficio della sindaca. La scritta è tracciata in stampatello su un foglio bianco attaccato alla busta. Il plico ha destato subito perplessità da parte degli impiegati dell’ufficio protocollo del Comune, quindi la Polizia municipale ha sottoposto a scanner la busta, il cui contenuto è risultato essere una pila di cellulare con alcuni fili collegati ad un piccolo sacchetto. Negli ultimi minuti la sindaca di Roma Virginia Raggi ha pubblicato un tweet esprimendo solidarietà nei confronti della collega: «Sindaca @c_appendino non mollare! Ho appreso della busta sospetta e del disinnesco da parte degli artificieri. Ti sono vicina insieme a tutta @Roma. Andate avanti #ATestaAlta e con #Coraggio. C’è ancora tanto da fare #NonAbbassiamoLoSguardo». (agg. di Silvana Palazzo)

BUSTA CON ESPLOSIVO AL SINDACO APPENDINO

Una busta con esplosivo è stata indirizzata alla sindaca di Torino Chiara Appendino. La notizia è stata riportata dal Corriere della Sera, secondo cui la prima cittadina è apparsa palesemente scossa per l’accaduto. La busta sospetta è arrivata a Palazzo Civico e messa subito in sicurezza dai vigili: era negli uffici del pian terreno prima di essere consegnata a Chiara Appendino. Ma è stata sottoposta al disinnesco da parte degli artificieri. Il quotidiano ha pubblicato anche una foto nella quale si vede la busta con l’esplosivo nelle mani degli artificieri. Si tratta di una busta postale gialla di 15×10 centimetri. All’interno è stata trovata una pila, dei fili e della polvere. A prima vista è sembrata polvere esplosiva. Immediato l’intervento degli artificieri, che ora stanno valutando se quella busta sarebbe potuta esplodere. Intanto la seduta del Consiglio comunale è stata chiusa. Dopo due ore di controlli, gli artificieri della polizia hanno lasciato poco fa Palazzo Civico con il plico sospetto.

ALLARME A TORINO: INTERVENGONO ARTIFICIERI

La pila collegata con alcuni fili ad un sacchettino contenente della polvere verranno sottoposti ad accertamenti. Come riportato dall’AdnKronos, ora saranno ulteriori analisi a stabilire se il congegno artigianale contenuto nella busta poteva esplodere oppure no. La busta – riferisce Il Messaggero – era stata spedita al Comune di Torino con posta ordinaria. Intanto la conferenza dei capigruppo ha deciso di sospendere il Consiglio comunale dove erano previste le comunicazioni della prima cittadina Chiara Appendino aggiornando la seduta alla prossima settimana. Il segretario del Pd di Torino e il capogruppo Dem in Consiglio comunale, Mimmo Carretta e Stefano Lo Russo, con un post su Facebook hanno espresso «piena solidarietà e vicinanza alla sindaca ribadendo che, nonostante le ripetute minacce, è opportuno che le istituzioni rispondano compatte respingendo con determinazione questi atti vigliacchi e intimidatori».



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