Radio Radicale, Crimi: “Convenzione non rinnovata”/ Pd vs governo M5s-Lega

“Radio Radicale, la convenzione non sarà rinnovata, governo libero di farlo”: le parole di Vito Crimi scatenano il caos, le ultime notizie.

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Vito Crimi (Lapresse)

Radio Radicale, governo M5s-Lega nel caos: «La convenzione non sarà rinnovata», parola del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Vito Crimi. Presente a un convegno a Milano, l’esponente del Movimento 5 Stelle ha spiegato che «il non rinnovo della convenzione è intenzione di questo esecutivo, o almeno mia e del Mise che abbiamo seguito il dossier». «Nessuno ce l’ha con Radio Radicale», evidenzia Crimi, che precisa: «La valutazione è stata fatta: esiste Rai Parlamento, un servizio pubblico, un canale istituzionale che trasmette le sedute parlamentari e delle commissioni». Una scelta che ha scatenato le polemiche, con il Pd sul piede di guerra. Ecco le parole di Tommaso Ederoclite: «Uno che fino a qualche anno fa non aveva né arte e né parte che oggi chiude di fatto Radio Radicale. Questa storia spiega bene che sono solo dei barbari, non conoscono nulla del loro Paese, nemmeno la sua storia politica e culturale».

RADIO RADICALE, CONVENZIONE NON SARA’ RINNOVATA

Anche Forza Italia condanna la scelta, ecco il tweet di Anna Maria Bernini: «Il Governo non rinnoverà la convenzione con Radio Radicale, decretando la sua inevitabile chiusura. Una radio scomoda alla maggioranza sovranista che preferisce canali più manipolabili. Tra supponenza e ignoranza, ecco un altro duro colpo all’informazione e alla democrazia». Intervistato da Radio Radicale, il giornalista Augusto Minzolini si è espresso così: «Le trovo assolutamente non condivisibili, assurde: se si va a vedere il lavoro svolto negli ultimi 30-40 anni, danno l’idea di una valutazione che viene fatta senza tener conto della realtà. Dire che il servizio pubblico verrà dato ad altri, significa voler togliere un servizio ai cittadini e probabilmente non darne alcuno. Se c’è una cosa su cui nessuno può fare la minima critica è l’imparzialità del lavoro svolto da Radio Radicale: si fanno commenti e si danno giudizi plurali e si dà l’opportunità ai cittadini di farsi un’idea e un’opinione. Io penso che tutto questo sia fatto sulla base di teorie astruse che non stanno né in cielo né in terra».



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