Pregliasco “Fra 15 gg tutti casi covid saranno variante inglese”/ “Sono preoccupato”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo il virologo Pregliasco entro la metà del mese di marzo tutti i casi di covid saranno variante inglese: ecco le parole dello stimato virilogo

fabrizio pregliasco
Il virologo Fabrizio Pregliasco (Foto LaPresse)

Le varianti covid stanno preoccupando e non poco gli esperti e gli addetti ai lavori, vista la loro contagiosità. Fra coloro che lanciano l’allarme vi è anche Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano nonché membro della task force anti covid della regione Lombardia, secondo cui nel giro di un paio di settimane tutti i casi di covid in Italia potrebbero fare riferimento alla variante inglese. Interpellato dai microfoni di Radio Cusano Campus stamane, durante la trasmissione L’Italia s’è desta, ha spiegato: “Sicuramente sono preoccupato. I modelli ci dicono che per metà marzo il rischio è che tutti i casi siano collegati alla variante inglese. Speriamo che le azioni più mirate di zone rosse possano mitigare la diffusione. Il meccanismo del modello a colori funziona per mitigare, anche se non riesce ad arrivare al controllo della malattia”.

In merito ad un lockdown totale paventato da molti virologi e scienziati: “Sarebbe difficile da adottare, considerando l’insofferenza sociale e i danni economiche che provocherebbe”. Pregliasco invita quindi ad un maggior monitoraggio nelle scuole: “Sicuramente ci deve essere grande attenzione alla scuola perché la variante riesce ad infettare anche i giovani, pur non facendoli ammalare. Bisogna aumentare il monitoraggio in quei contesti e rilanciare l’informazione per dare ai giovani una consapevolezza maggiore riguardo il covid”.

PREGLIASCO: “OGNI CONTATTO E’ DA CONSIDERARSI A RISCHIO”

Pregliasco invita quindi a cercare di vedere meno gente possibile: “Ogni contatto in questo momento è da considerarsi a rischio, meno contatti ci sono e più si abbassa il rischio. E’ difficile però considerare l’entità del rischio per ogni tipo di contatto”. Tornando sulle varianti covid (ricordiamo che al momento le più diffuse sono quella inglese, brasiliana e sudafricana, Pregliasco aggiunge: “E’ vero che le varianti di per sé non devono essere considerate un dramma, non bisogna dare messaggi che sconfortino in modo eccessivo la comunità. Le varianti le cerchiamo e cercandole ne abbiamo maggiore contezza. Le tre varianti principali sono quelle che hanno elementi di contagiosità maggiore e ancora non è chiaro il motivo, sembra collegato non ad una carica virale maggiore bensì ad una lunghezza maggiore del periodo di contagiosità, che andrebbe oltre i 10 giorni”.



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