Prelievo forzoso dai conti correnti non ci sarà in Manovra/ Meloni: “nessun pignoramento dal Fisco”

- Niccolò Magnani

Non ci sarà alcun prelievo forzoso dai conti correnti nella prossima Manovra: le "voci", il riferimento alla legge delega fiscale e la smentita di Meloni e Salvini. Ecco cos'è successo

sondaggi Premier Giorgia Meloni al Consiglio Ue (LaPresse, 2023)

ALLARME PRELIEVO FORZOSO DAI CONTI CORRENTI: COS’È SUCCESSO E PERCHÈ NON CI SARÀ IN MANOVRA

Con la prossima Manovra di Bilancio 2024 non verrà istituito alcun prelievo forzoso dai conti correnti di chi è inadempiente con il Fisco: lo ha detto chiaro e tondo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella serata di giovedì quando per tutta la giornata si era diffusa la notizia secondo cui nella bozza della Finanziaria era previsto un pignoramento adottato direttamente dalla Agenzia delle Entrate sui conti bancari di chi fosse non in regola con il pagamento delle tasse.

La polemica in realtà nasce da lontano ovvero dai contenuti della legge delega fiscale la quale verrà in parte realizzata già con questa Manovra: lo scorso luglio era stato l’ex Premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi a lanciare l’allarme in merito ad un presunto prelievo forzoso in dote alla Agenzia delle Entrate approvato dal Parlamento all’interno della legge delega sul Fisco. «Il governo permette all’Agenzia delle Entrate e ai vari soggetti istituzionali di entrare nel conto corrente con il cosiddetto prelievo forzoso e portare via i soldi delle tasse o delle multe», questo era l’accusa mossa da Renzi. Sebbene la dicitura “prelievo forzoso” richiami alla mente il traumatico provvedimento preso dal Governo Amato nel 1992 quando realmente lo Stato introdusse notte-tempo un decreto per il quale azionava un prelievo pari al 6 per mille del valore depositato sui conti.

La polemica venne però spenta quasi subito in estate in quanto non era previsto alcun prelievo forzoso dai conti correnti degli italiani, semmai la legge delega prevedeva di concedere un potenziamento sulla «razionalizzazione e l’automazione della procedura di pignoramento dei rapporti finanziari». Nel caso della riforma fiscale con “pignoramento” si sta dunque parlando dei soldi sui conti correnti dei contribuenti che hanno pendenze con il fisco. Passati diversi mesi, in alcune bozze non ufficiali tale prelievo veniva inserito all’interno della Manovra, trovando però subito il “niet” deciso del Governo.

GIORGIA MELONI: “NESSUN PRELIEVO FORZOSO, NON INSEGUITE I DOCUMENTI NON UFFICIALI”

Prima di Giorgia Meloni si era mosso anche il vicepremier Matteo Salvini che ai giornalisti aveva ampiamente smentito l’ipotesi di un prelievo forzoso: «Non ci sarà nessuna incursione nei conti correnti». Il dubbio poi però si era fatto largo in quanto fonti di Palazzo Chigi avrebbero sottolineato alle agenzie come il “prelievo” si trattava in realtà di una «ottimizzazione di strumenti digitali già esistenti», senza però «alcun accesso diretto ai conti correnti da parte dell’Agenzia delle entrate per recuperare le imposte non pagate».

La polemica persiste finché la Premier Meloni non decide di intervenire in prima persona e dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles (26-27 ottobre 2023) scrive sulle proprie pagine social: «Avviso ai naviganti: nella legge di bilancio NON C’È la misura che consentirebbe all’Agenzia delle Entrate di accedere direttamente ai conti correnti degli italiani per recuperare le imposte non pagate. Consiglio di non inseguire i sentito dire o documenti non ufficiali».







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