Presidenzialismo, cos’è e cosa prevede proposta del centrodestra/ Elezione diretta e…

- Carmine Massimo Balsamo

Il presidenzialismo è uno dei punti di riferimento del programma elettorale del centrodestra: ecco cos’è, cosa prevede e come funziona

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Roma, Palazzo del Quirinale (LaPresse)

Le parole di Silvio Berlusconi sul presidenzialismo e su Sergio Mattarella hanno sollevato un polverone politico. Ma di cosa si tratta? E qual è la proposta del centrodestra? La coalizione ha citato il punto nel programma elettorale stilato nelle scorse ore: i partiti alleati si impegnano per una riforma costituzionale che preveda “l’elezione diretta del Presidente della Repubblica”, alla quale si abbina il percorso da completare sulle Autonomia e sulla riforma della giustizia.

Il presidenzialismo prevede il superamento della Repubblica parlamentare, con l’attribuzione al presidente dei poteri di capo dello Stato e di capo del governo. Il potere esecutivo, dunque, si concentra nella figura del presidente, che viene direttamente eletto dai cittadini. Il capo dello Stato ha il compito di formare il governo e non necessita del voto di fiducia parlamentare, in quanto ha già ottenuto il voto della maggioranza dei cittadini.

COS’È IL PRESIDENZIALISMO E COSA PREVEDE

Nel presidenzialismo, il presidente è sia capo di stato che capo di governo e ha ampi margini di manovra. Per quanto riguarda la sua rimozione, questa è possibile solo attraverso un impeachment: viene rimosso in caso di reato, con la messa in stato d’accusa e il successivo processo. Il Parlamento non ha dunque possibilità di azione. Ricordiamo che il presidenzialismo è già in vigore in diversi Paesi: dagli Stati Uniti alla Francia, passando per Argentina, Brasile e Messico.

Nel Parlamento italiano sono già state depositate diverse proposte di legge nel corso della legislatura. A maggio è arrivato il stop al presidenzialismo alla francese presentato da Fratelli d’Italia alla Camera. Una delle ultime proposte sul tema è stata quella presentata dal Partito Democratico a firma Zanda, Parrini e Bressa. I dem hanno lavorato per introdurre nella Carta il divieto del secondo mandato per il presidente della Repbblica, con la modifica degli articoli 85 e 88 della Costituzione. Materia diversa, dunque, da quella trattata dal centrodestra.







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