PRETE UCCISO IN NIGERIA/ Mediava accordo di pace fra due etnie in guerra da anni

- Paolo Vites

Sacerdote assassinato in Nigeria mentre cercava accordo di pace fra gruppi etnici in lotta da decenni

Militari in Nigeria
Nigeria, immagini d'archivio (LaPresse, 2018)

Ucciso e il corpo bruciato ancora all’interno della sua macchina. Padre David Tanko, sacerdote nigeriano, secondo quanto comunica l’agenzia stampa Fides, è stato brutalmente assassinato mentre si stava recando a un incontro tra gruppi etnici nella Nigeria centro orientale che da decenni si combattono violentemente fra loro. L’intento era quello di mediare per arrivare a un accordo di pace, proprio per questo sembra che padre Tanko sia stato ucciso, per evitare di arrivare a un accordo. Secondo fonti locali autori sarebbero appartenenti a una milizia di Tiv, entra che combatte contro gli Jukun. Abbiamo predicato la pace e fatto sforzi per portare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. La polizia di stato mi ha promesso che stanno indagando sul caso. Mentre preghiamo che gli assassini vengano consegnati alla giustizia il più presto possibile. La nostra principale preoccupazione ora è di dargli una sepoltura decente. Vogliamo che non ci siano rappresaglie che peggiorino la situazione ”, ha affermato Mons. Hammawa, vescovo di Jalingo.

UNA GUERRA DECENNALE

Il conflitto fra le etnie Tiv e Jukun risale addirittura al 1953 secondo alcuni storici, dopo la fine del colonialismo inglese durante il quale avevano vissuto in pace. Ma proprio il colonialismo inglese che aveva discriminato i Tiv favorendo invece gli Jukun, ha portato poi allo scoppio della guerra. Dopo alcuni anni di pace temporanea, il conflitto è esploso di nuovo lo scorso primo aprile con una serie di attacchi a villaggi e città, omicidi e saccheggi. A luglio, i governatori dei 2 Stati interessati, Benue e Taraba, hanno lanciato un appello per la pace, mentre Isaiah Jirapye, presidente della sezione locale dell’Associazione cristiana della Nigeria (CAN), ha chiesto alle 2 parti di dialogare , e ha detto che “ha preso i contatti necessari per un dialogo immediato per garantire la fine delle ostilità”.



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