Prodi “Necessario chiudere le scuole?”/ “In certe zone si sarebbe potuto riaprire”

- Claudio Franceschini

Romano Prodi “era necessario chiudere le scuole?”. L’ex Premier si interroga scettico sul provvedimento riguardante l’istruzione, e ha poi parlato del debito e della ripresa economica.

romano prodi
Romano Prodi, 80 anni (Foto LaPresse)

Romano Prodi affronta il tema delle scuole chiuse per Coronavirus, e anche della ripartenza economica dell’Italia dopo il lockdown: l’ex presidente del Consiglio (per due volte) e più volte ministro sotto vari governi, ha espresso tutta la sua perplessità di fronte alla decisione di non riaprire le aule fino a settembre (almeno) come disposto dall’ultimo DPCM della scorsa domenica. Come sappiamo il tema delle scuole è delicato: il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina aveva già anticipato la possibilità della maturità a distanza (nessuna prova scritta, ma l’orale potrebbe comunque essere in aula) e detto chiaro e tondo che tutti gli studenti sarebbero stati ammessi all’anno successivo. Ora, è realtà il fatto che si tornerà sui banchi se non per il 2020-2021: provvedimento che ha lasciato parecchi dubbi, e anche Prodi ne ha parlato. “Perché non si è provata nemmeno qualche piccola sperimentazione?” ha detto l’ex premier (oggi ottantenne) che ha specificato come la scuola dell’obbligo sia l’unico vero ascensore sociale che il nostro Paese ha in mano per il futuro.

ROMANO PRODI “NECESSARIO CHIUDERE LE SCUOLE?”

Secondo Romano Prodi, che è stato intervistato da Fanpage, si sarebbe potuta tentare una riapertura scaglionata o comunque in alcune regioni meno colpite dal Coronavirus: si è infatti chiesto se fosse davvero necessario tenere le strutture chiuse soprattutto al Sud “e nelle zone dove non ci sono contagi”, dove gli studenti e i maestri sono profondamente radicati nel territorio. Chiaramente non si tratta di un argomento nuovo, anzi è stato trattato anche per quanto riguarda la riapertura delle aziende, della ristorazione e di altre attività che stanno faticando parecchio in questa epoca di quarantena. Già Walter Ricciardi (Oms) aveva anticipato la possibilità di una Fase 2 scaglionata e partendo da quelle Regioni in cui il numero dei positivi è decisamente più basso, e anche il virologo Andrea Crisanti ha esplicitamente affermato che in certe zone d’Italia la riapertura si sarebbe potuta anticipare. Ad ogni modo, Prodi ha anche parlato del debito del Paese che oggi è al 130% del Pil.

Un dato che rende particolarmente complessa la ripresa economica: Prodi ha aggiunto che “qualunque previsione legga va oltre il 150% e in certi casi, nel rapporto debito/Pil, arriva anche al 160%”. Dunque, secondo lui – e non solo – ripartire da soli è parecchio difficile. Per lui sarebbe decisamente più abbordabile “un gioco più ampio, con i tassi di interesse bassi”; poi ha anche parlato delle misure che l’Unione Europea sta negoziando, affermando come l’Europa abbia fatto passi nella direzione giusta ma che questi passi “non sono ancora sufficienti”. Anche l’ex premier dunque sa bene che ripartire solo con le proprie forze sarà particolarmente complesso.



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