Prof copre jeans strappato di una studentessa con lo scotch/ Scoppia bufera a Cosenza

- Carmine Massimo Balsamo

Caos sui social per quanto registrato al Liceo “Lucrezia della Valle” di Cosenza. La preside: “Non è violenza ma decoro”

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(LaPresse)

Cinque giorni di polemiche a Cosenza per quanto avvenuto al liceo “Lucrezia Della Valle” e reso noto dal “Fronte della gioventù comunista”. Il riferimento è alla mossa di un professore, reo di aver coperto con lo scotch i jeans strappati di una studentessa. Una moda molto in voga tra i giovani, ma ritenuta non dignitosa dall’insegnante.

L’episodio ha acceso il dibattito all’interno della scuola di Cosenza, considerando che non esiste una regolamentazione che certifica un “dress code”. “Riteniamo totalmente vergognosi atti di questo genere che, a detta di diversi studenti e studentesse dell’Istituto, già si sarebbero ripetuti svariate volte, e che sono il frutto di ciò che sta diventando oggi la scuola pubblica”, la denuncia del “Fronte della gioventù comunista”. Ma non è finita qui…

Cosenza, prof copre jeans strappato di una studentessa con lo scotch

L’immagine dello scotch sui jeans strappati della studentessa di Cosenza ha fatto il giro di Whatsapp e successivamente del web, alimentando la discussione anche sui social network. Non è però tardata ad arrivare la replica dell’istituto tramite la preside Rossana Perri. Intervenuta ai microfoni del Corriere della Sera, la dirigente ha sottolineato di non aver compreso il polverone sollevato: “Mi sembra persino scontato che le aule dove si tengono le lezioni non siano uno stabilimento balneare dove si può arrivare in modo poco consono con ciabatte e canotte o buchi “inguinali”. Per questo non mi sento di censurare la collega che ha applicato del nastro adesivo”. La preside del liceo di Cosenza ha sottolineato che in altre occasioni sono stati forniti vestiti più adeguati agli studenti, ribadendo che non c’è stata alcuna coercizione, “ma una sorta di gioco fra l’insegnante e la ragazza”: “Al posto di essere rispedita a casa hanno trovato questo accordo comune“. Non è violenza, ma decoro, la precisazione della dirigente. Ma probabilmente il caso non si chiuderà qui…







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