Progettavano attentato a Natale in Francia/ Due arrestati: “Volevo uccidere infedeli”

- Davide Giancristofaro Alberti

Due 23enni sono stati arrestati nella giornata di ieri in Francia, accusati di aver progettato un attacco jihadista sotto Natale: ecco quanto emerso

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Nizza: poliziotti davanti alla cattedrale dopo l'attentato islamista del 29 ottobre 2020 (LaPresse)

E’ stato sventato un nuovo attentato di matrice islamista in Francia. Due ragazzi avevano progettato un attacco nel periodo di Natale, così come riferito dal quotidiano transalpino Le Figaro, citando una fonte giudiziaria. Come scrivono i colleghi dell’Adnkronos, si tratta di due soggetti radicalizzati, che sono stati ieri arrestati con l’accusa di progettare un attacco con un coltello durante le prossime festività natalizie, oltralpe. I due arrestati sono due giovani di 23 anni che stando a quanto emerso erano sotto stretta sorveglianza dai servizi segreti negli ultimi tempi; nelle ultime ore gli investigatori, che controllavano anche le loro comunicazioni via internet, avevano intercettato delle battute in cui gli stessi parlavano del piano che avevano in mente, in nome dell’Islam, così come riportato anche da Le Parisien.

I due sospettati si erano incontrati nelle scorse settimane anche di persona, vedendosi vis a vis forse per stabilire meglio nel dettaglio ciò che volevano portare a termine. Pare che l’attentato si sarebbe dovuto consumare presso un centro commerciale o una via di negozi, che in questo periodo di Natale rappresenta senza dubbio una zona molto popolata: volevano infatti colpire più gente possibile, e sarebbe stata una mattanza.

PROGETTAVANO ATTENTATO IN FRANCIA A NATALE: FERMATI DUE JIHADISTI DI 23 ANNI

Sempre in base a quanto riporta l’Adnkronos, i due 23enni sono stati arrestati in quel di Meaux (dipartimento di Seine-et-Marne) e Pecq (Yvelines), dagli agenti della Dgsi, e l’azione d’arresto è avvenuta il 29 novembre scorso, anche se la notizia è trapelata solamente in queste ore. Dopo l’arresto i due sono stati incriminati per “associazione ad un’organizzazione terroristica criminale” lo scorso 3 dicembre.

Una volta che i soggetti sono stati fermati è scattata la perquisizione delle loro abitazioni, e nei domicili dei due sono stati trovati coltelli, ma anche computer e telefonini dove vi erano numerose tracce della propaganda jihadista. Interrogati, uno dei due ha spiegato di voler uccidere gli “infedeli” per poi diventare martire, rivendicando la sua appartenenza all’Isis, mentre l’altro ha negato tutto.



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