Quino è morto, creò Mafalda/ Addio al geniale fumettista argentino, aveva 88 anni

- Davide Giancristofaro Alberti

Quino, geniale fumettista inventore di Mafalda, è morto quest’oggi all’età di 88 anni. Ieri la sua creazione aveva compiuto 56 anni

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Mafalda (Youtube)

E’ morto nella giornata di oggi Quino, pseudonimo di Joaquín Salvador Lavado Tejón. Forse il nome vi dirà poco ma si tratta del geniale fumettista dalla cui mano è nata la mitica Mafalda, personaggio irriverente nato negli anni ’60 (vestitino rosa, capelli neri con fiocchetto in testa), ispirato ad una bambina di un romanzo di David Vinas. Quino aveva 88 anni, e la sua morte non è un lutto solamente per l’Argentina, ma per il mondo intero. Nato il 17 luglio del 1932 a Mendoza, all’anagrafe è stato erroneamente registrato il 17 ma del mese di agosto; figlio di immigrati spagnoli originari dell’Andalusia, venne chiamato fin da subito Quino, per fare in modo di distinguerlo dall’omonimo zio Joaquin Tejon, pittore e disegnatore nel mondo delle pubblicità. Decisamente particolare il destino, visto che il decesso del fumettista è avvenuto il giorno dopo il 56esimo compleanno proprio di Mafalda, come se lo stesso Quino avesse voluto attendere l’evento prima di dire addio al nostro mondo.

QUINO E’ MORTO: NEL 1963 LA CREAZIONE DI MAFALDA

Considerato uno dei più grandi fumettisti della storia, rimase orfano di entrambi i genitori in tenerissima età. Nel 1945, dopo aver terminato la scuola dell’obbligo, decise di iscriversi ad una Scuola di Belle arti di Mendoza, abbandonandola però dopo appena due anni. Ciò nonostante, proseguì a perseguire la propria passione e l’anno successivo vendette il primo fumetto di pubblicità ad un negozio di tessuti. Risale invece al 1962 la sua prima mostra, tenutasi presso una libreria di Buenos Aires, capitale dell’argentina, mentre è del ’63 il suo primo primo libro, “Mundo Quino”, contenente delle vignette mute. Fu proprio in quell’anno che Quino diede vita a Mafaldi, che inizialmente doveva servire per pubblicizzare una marca di elettrodomestici, la Mansfield. Il suo logo conteneva una M e una A, e da qui nacque il nome Mafalda. Quido decise di non fare quella campagna pubblicitaria, ma il suo personaggio trovò spazio in una striscia satirica l’anno successivo per un giornale molto diffuso in Argentina: fu l’inizio del grande successo.

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