Rafa Nadal in stampelle/ Tennista tormentato da sindrome di Müller-Weiss

- Mirko Bompiani

A 48 ore dal trionfo al Roland Garros, Rafa Nadal in stampelle. Nuovo consulto a Barcellona con il dottor Cotorro. Le ultime

rafa nadal
(Frame video)

Leggenda vivente del mondo del tennis, Rafa Nadal deve fare i conti con gli acciacchi fisici, storici e non. A 48 ore di distanza dalla vittoria al Roland Garros, lo spagnolo è stato paparazzato in stampelle nella sua Barcellona. Le riprese circolate sul web non lasciano grandi margini di dubbio: prima le difficoltà a scendere dall’auto, poi nel camminare.

Come dicevamo, Rafa Nadal si è recato dal dottor Cotorro per fare il punto della situazione sulle sue condizioni di salute. Come ben sappiamo, il tennista soffre della sindrome di Muller-Weiss, sindrome che lo costringe a giocare con un piede anestetizzato per evitare di avvertire dolori lancinanti. Condivisi i prossimi step per affrontare il dolore: un trattamento a radiofrequenza pulsata che agisce sul nervo, così da evitare di giocare sotto infiltrazioni. Per il momento nessun intervento chirurgico per installare una protesi, che lo terrebbe fermo ai box per almeno un anno e mezzo.

RAFA NADAL IN STAMPELLE IN SPAGNA

“Si interverrà sui due nervi con iniezioni a radiofrequenza pulsata, vedremo se riusciremo così a lasciare il nervo semi addormentato e a ridurre la sensazione che ho al piede”, aveva spiegato lo stesso Rafa Nadal nei giorni del Roland Garros. Tutto da decifrare il futuro dello spagnolo, in forte dubbio per il torneo di Wimbledon. La competizione prenderà il via il prossimo 27 giugno e al momento non si hanno certezze sulla sua presenza. Rafa Nadal proverà a fare il possibile per giocarsi le sue carte in terra britannica, ma molto dipenderà dalle indicazioni dei medici. Il 22 volte campioni slam aveva anche parlato dei problemi legati alle iniezioni ricevute per scendere sul terreno di gioco, “dolorose ma sopportabili”: “L’effetto delle iniezioni dura dalle sette alle otto ore, ma farle venti minuti prima di scendere in campo tutti i giorni… onestamente non è piacevole”.







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