Rafael Leao vs Sporting/ Tas ribalta sentenza: il portoghese deve pagare 16,5 milioni

- Claudio Franceschini

Rafael Leao vs Sporting: il TAS ha ribaltato la sentenza della FIFA riguardo la rescissione con la società di Lisbona avvenuta nell'estate del 2018, il calciatore deve pagare 16,5 milioni.

Milan Genoa Probabili formazioni Milan Genoa, un precedente (Foto LaPresse)

Rafael Leao deve risarcire lo Sporting Lisbona: incredibile ma vero, il TAS ha ribaltato la sentenza che la FIFA aveva emesso in merito al ricorso del club portoghese. Allora si era detto che l’attaccante non dovesse nulla alla sua vecchia società, il ricorso dello Sporting era stato ritenuto “inammissibile”: invece il Tribunale Arbitrale dello Sport ha rovesciato le carte in tavola, e adesso il calciatore del Milan dovrà versare 16,5 milioni di euro nelle casse dei biancoverdi. Di cosa si sta parlando? Per capirlo dobbiamo tornare indietro di quasi due anni: pochi giorni dopo aver perso contro il Maritimo, dicendo addio alla qualificazione in Champions League, i giocatori dello Sporting e il loro allenatore (Jorge Jesus, che ha riportato campionato e Copa Libertadores nella bacheca del Flamengo) erano stati aggrediti da una cinquantina di tifosi incappucciati, negli spogliatoi del campo di allenamento. Per Bas Dost erano stati necessari alcuni punti di sutura alla testa; la squadra aveva comunque giocato la finale di Coppa di Portogallo poco dopo, ma l’aveva persa contro il Desportivo Aves. Quel che è più importante, alcuni giocatori (tra questi anche Bruno Fernandes, visto a lungo in Italia e oggi nel Manchester United) avevano chiesto la rescissione del contratto.

RAFAEL LEAO VS SPORTING: SENTENZA RIBALTATA DAL TAS

Rafael Leao era tra i calciatori dello Sporting Lisbona che avevano chiesto la rescissione, firmando appunto con il Lille da cui poi il Milan lo ha acquistato. Peccato che la società di Lisbona abbia fatto ricorso alla FIFA, sostenendo che all’epoca dei fatti Leao non avesse “motivi validi per risolvere il contratto che lo legava al nostro club”. La Federazione Internazionale, come già riportato, aveva definito inammissibile l’accusa dello Sporting Lisbona: secondo i contratti infatti spetta al datore di lavoro garantire “i mezzi e la sicurezza per l’esecuzione del lavoro in condizioni sani e salutari”. Ci sarebbe dunque stata la giusta causa, nonostante le pronte parole del presidente Bruno de Carvalho che aveva parlato di atto criminale e caso di competenza della polizia. Sembrava tutto risolto, e invece no: il TAS ha deciso di dare ragione allo Sporting Lisbona e costretto Rafael Leao a passare dalla parte del torto. Risulta estremamente complicato definirla in questo modo, ma la sentenza è sul tavolo: l’attaccante del Milan adesso dovrà risarcire il suo vecchio club.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Calcio e altri Sport

Ultime notizie