RAGAZZO SALVATO DA OVERDOSE/ Si riprende e aggredisce sanitari 118

- Dario D'Angelo

Ragazzo salvato da overdose di eroina in extremis. Mestre, ripresosi ha iniziato ad aggredire i sanitari del 118 a cui doveva la vita…

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Immagini di repertorio (Pixabay)

Un ragazzo salvato da overdose di eroina, a Mestre, aggredisce i sanitari del 118 che lo avevano strappato ad una morte certa. E’ questo ciò che è accaduto qualche giorno fa in via Piave, la strada facente parte di un quartiere che negli ultimi mesi è stato teatro di diverse retate da parte delle forze dell’ordine, ma nessuna di queste è riuscita a risolvere la piaga inestinguibile dello spaccio di droga. I fatti, riportati da Leggo, si svolgono intorno alle 7 di mattina del 4 gennaio 2020: è un passante a notare disteso per terra un giovane di colore in una posizione talmente innaturale da far temere il peggio. L’uomo compone il numero del 118, i soccorsi del Suem si precipitano sul posto e capiscono subito che il ragazzo è in overdose. Serve intervenire con il naloxone, principio attivo del farmaco messo in commercio – il più noto è il Narcan anche se l’azienda che lo produce ha chiuso i battenti – capace di ridurre gli effetti provocati dall’abuso di eroina, primo fra tutti la crisi respiratoria colpevole spesso e volentieri del decesso. Tutto sembra andare per il meglio ma…

RAGAZZO SALVATO DA OVERDOSE SI RIPRENDE E AGGREDISCE SANITARI 118

L’iniezione della fiala fa il suo dovere, il ragazzo in overdose si riprende. Lieto fine? Macché. Il giovane inizia a prendersela con i suoi salvatori. I sanitari del 118 devono fare i conti con gli istinti violenti dell’eroinomane, che alle offese verbali aggiunge presto calci, pugni e spintoni nei confronti di coloro ai quali deve la vita. I paramedici allertano il 113, ma all’arrivo della Volante lo sconosciuto si è già dileguato senza curarsi del fatto che l’ago cannula utilizzato per la somministrazione del Narcan gli è rimasto infilato nel braccio. Verrà identificato più tardi, in seguito ad un altro episodio di aggressività molesta nei pressi della mensa di via Querini, due ore più tardi. Si tratta di un 30enne di origini nordafricane ma nato in Italia: alcuni residenti lo segnalano mentre urla e bestemmia, sovraeccitato e con indosso abiti leggeri, probabilmente sotto effetto di sostanze stupefacenti. Poco dopo essere appena scampato alla morte…







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