Razzi: “Voltagabbana? Rido in faccia a Pd-M5s”/ “Scilipoti mi ha chiesto di…”

- Carmine Massimo Balsamo

Nei giorni della crisi di Governo e dei “costruttori”, Antonio Razzi si prende la sua rivincita: “Adesso cosa stanno facendo i giallorossi?”

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 01-02-2012 Roma Politica Presentazione del libro "Le mie mani pulite" di Antonio Razzi Nella foto Antonio Razzi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 01-02-2012 Rome Presentation of the book "Le mie mani pulite" by Antonio Razzi In the photo Antonio Razzi

Antonio Razzi si prende la sua rivincita. Queste sono le ore decisive della crisi di Governo, con il premier Conte e le forze di maggioranza al lavoro per individuare i “costruttori” che consentirebbero di avere ancora i numeri per governare. C’è chi li chiama “costruttori”, appunto, o “responsabili”, ma anche chi torna a tirare fuori termini come “voltagabbana” e “poltronari”.

Dieci anni fa Razzi venne definito da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle “voltagabbana” per aver appoggiato il Governo guidato da Silvio Berlusconi. E, come spiega al Corriere della Sera, ha già pronti i popcorn: «Farò di tutto per essere in Senato, non mi posso perdere lo spettacolo. Devo ancora spostare la terapia per la caviglia destra, sa? Retaggio della mia partecipazione a Ballando con le stelle nel 2019, ma in Senato alla conta per Conte voglio esserci a tutti i costi».

RAZZI: “SCILIPOTI MI HA CHIESTO DI FONDARE UN PARTITO”

«Voglio ridere in faccia a tutti quelli che 10 anni fa, tra Partito democratico e Movimento CinqueStelle mi chiamarono voltagabbana. E adesso loro che fanno?», ha aggiunto Antonio Razzi ai microfoni del Corriere. Ma non è finita qui. L’ex esponente dell’Italia dei Valori ha rivelato un gustoso retroscena legato a Domenico Scilipoti: «Mi ha detto: Anto’, perché non lo fondiamo noi il partito dei veri responsabili per l’Italia? Gli ho risposto: caro Mimmo per fare il formaggio devi quagliare, per fare un partito ci vogliono i soldi e io oggi non arrivo a 2 mila euro di pensione». Razzi ha poi ha analizzato la “conta” in Senato: «Ma tanto poi Conte i voti in tasca li ha già, altrimenti non rischierebbe la figuraccia in Senato: sa quanta gente, con 13-14 mila euro al mese di paga parlamentare, si è comprata la casa e adesso ha il mutuo da pagare? Dieci anni dopo non è cambiato niente».

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