RED CANZIAN/ “I miei figli ora fanno parte della mia band e mi criticano!”

- Emanuele Ambrosio

Red Canzian ospite di “C’è tempo per” su Rai 1 si racconta tra vita privata e professionale: “Ripartire dopo il lockdown è stato fondamentale”

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Red Canzian

Red Canzian ha parlato anche della sua infanzia: “I miei genitori sono stati i miei primi fan. Mio papà con la Fiat 1100 caricava amplificatore e chitarra e mi portava a fare le prime serate, ma ancora prima mia mamma andava a comprare i libricini con i testi delle canzoni di Sanremo e noi imparavo i brani a memoria per cantarli tutti insieme. Quella era una maniera straordinaria per avvicinarsi alla musica”. In merito ai suoi figli, il bassista ha asserito: Sono musicisti per talento e hanno deciso di approcciare la musica per scelta loro. Fanno parte della mia band, adesso, e lavorare insieme a loro è molto bello, perché a differenza di colleghi esterni che faticano a dirti quando sbagli, loro hanno molta più libertà di critica nei miei confronti e mi aiutano”. Da papà, Red Canzian è stato spesso assente per motivi di lavoro, ma “ho cercato di esserci tutte le volte che ero a casa, staccandomi dalla mia professione. Abbiamo giocato, viaggiato e continuiamo a farlo. Una volta o due all’anno partiamo insieme. Sono diventato nonno quattro anni fa di Gabriel e con lui sono fantastico”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

RED CANZIAN: “I MIEI DUE RECORD”

In collegamento da un paesino della val Badia, Colfosco, è intervenuto in diretta a “C’è Tempo per…” Red Canzian, storico bassista dei Pooh, che ha dichiarato, a proposito della ripresa dopo il lockdown: “È indispensabile ripartire con arte, musica e cinema. Ci sono 400mila lavoratori del settore dello spettacolo che sono fermi, che stanno ricominciando piano piano e che hanno mutui da pagare, figli da mantenere. È un bisogno impellente per queste persone. La vita senza musica e arte, poi, secondo me, è un errore”. Canzian ha poi parlato dei suoi due record: “Il 15 giugno sono stato il primo artista italiano a partire con un concerto in piazza dei Signori a Treviso, contingentato e con le distanze di sicurezza (era un evento simbolico). Poi, ho stabilito un altro primato il 19 agosto: ho suonato a 2.200 metri sul livello del mare ed è stata una cosa fantastica. Abbiamo registrato il tutto esaurito, anche se tantissima gente non ha avuto la possibilità di salire a quella quota per via delle restrizioni connesse alle normative”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

RED CANZIAN: “IL PUBBLICO HA BISOGNO DI TORNARE A SORRIDERE”

Red Canzian è tra gli ospiti della nuova puntata di “C’è tempo per“, lo spin-off di Unomattina Estate condotto da Anna Falchi e Beppe Convertini su Rai1. L’ex Pooh si racconta tra vita privata e professionale: dalla malattia fino al ritorno alla musica dopo l’emergenza sanitaria da Coronavirus. Dopo lo scioglimento della band, Red ha proseguito la sua attività musicale da solista, ma improvvisamente è stato costretto a fermarsi per via di una terribile malattia. A raccontarlo è stato proprio l’artista con un post pubblicato su Facebook: “non ho voluto dirvelo prima per non preoccuparvi. Ma adesso che è tutto finito, ve lo racconto. Sono stato operato a un polmone per un nodulo figlio del melanoma del 2001 che mi era stato tolto e che purtroppo ogni tanto lancia qualche metastasi”. Un nodulo al polmone che ha costretto l’artista a sottoporsi ad un intervento che per fortuna si è risolto nel migliore dei modi. “L’operazione è andata bene e la voce è tornata, sto per essere dimesso, torno a casa e sono pronto per la tournée: in tre giorni sono già in piedi, pronto a ripartire” ha detto l’ex componente dei Pooh che oggi per fortuna sta meglio. A stargli accanto in questa terribile lotta anche Roby Facchinetti, amico con cui ha condiviso il grande successo dei Pooh.

Red Canzian, ex Pooh: “sono stato uno dei primi a esibirsi dopo il lockdown”

“Sei un bellissimo esempio che dovremmo seguire tutti. Ci hai fatto comprendere quanto conti la prevenzione, quanto il coraggio di tenersi monitorati, rispondendo al volo a qualunque segnale inquietante, possa salvarci la vita. Sono veramente decisivi i controlli medici periodici e tu in fondo ce l’avevi già detto tenendo sotto stretto controllo i tuoi problemi al cuore, qualche anno fa, sino al malore improvviso che ti costrinse a un’altra operazione” la dedica di Roby Facchinetti all’amico. Oggi Red Canzian è più forte che mai ed è pronto a tornare sul palco anche se con pochissime date live. Intervistato da Bresciaoggi (data 13 agosto 2020) l’ex Pooh ha detto: “mi sembra di essere tornato all’estate del ‘66, quando avevo quattro concerti in agenda ma ero felice e me ne vantavo pure. Le date sono poche, ma tutte ad alto tasso emotivo. Come quella del 15 giugno in piazza dei Signori a Treviso: sono stato uno dei primi a esibirsi dopo il lockdown, gli uomini della protezione civile e i vigili del fuoco erano in lacrime. Quel concerto era un segno di ripartenza per loro che hanno svolto un compito tanto doloroso e immane”. Nonostante le difficoltà e le restrizioni, Red è voluto tornare sul palco: “non potevo farne a meno. Io ho bisogno di cantare, non per mangiare ma per stare bene con me stesso. Inoltre credo che un comandante non debba mai abbandonare la nave quando sta affondando: ho dei doveri nei confronti dei miei musicisti e del mio service, che prima dell’esplosione dell’epidemia si erano preparati a un tour di 35 date poi cancellate; ma anche del pubblico che dopo questo periodo assurdo ha bisogno di tornare a sorridere e sognare”.





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