Reddito di cittadinanza, Enrico Letta “Va migliorato”/ Ma Giuseppe Conte “Lo rifarei”

- Luca Bucceri

Reddito di cittadinanza, Enrico Letta “Va migliorato”. Anche l’ex premier è d’accordo, ma la misura non può essere abolita

giuseppe conte
Giuseppe Conte (foto Valerio Portelli LaPresse)

Entra nel vivo il dibattito sul reddito di cittadinanza dopo l’attacco di Matteo Salvini e la richiesta del presidente del Consiglio Mario Draghi di opportune modifiche. Tra i primi ad apporsi alla cancellazione della misura c’è il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, pronto a difenderlo: “Credo che Draghi sul reddito di cittadinanza abbia detto cose importanti. Ha aperto una discussione che consente di portare miglioramenti e di prendere il buono che c’è stato, perché del buono ce n’è stato e di superare i limiti ad oggi riscontrati“.

Le parole di Letta arrivano a margine di un appuntamento elettorale a Torino, dove il segretario ha sottolineato con forza e decisione: “Quindi nessuna cancellazione di questo strumento ma, come propone Draghi, noi come il premier crediamo in un suo miglioramento“. Migliorie che verranno apportate alla misura e che sono già al vaglio del ministro del lavoro Andrea Orlando che darà l’ok su nuovi parametri, obbligo di percorso di studio e modifiche sui progetti utili per la collettività che dirà chi potrà ottenere il reddito di cittadinanza e chi no.

Reddito di cittadinanza, Giuseppe Conte: “Lo rifarei ancora”

Intervistato dal Corriere della Sera l’ex premier Giuseppe Conte, attuale presidente del Movimento 5 Stelle, ha difeso a spada tratta la misura entrata in vigore sotto il suo esecutivo: “Lo rifarei non una, ma cento volte. L’Italia sul reddito di cittadinanza non può più tornare indietro. Alcune necessità di modifiche scaturiscono tutt’al più dalla sua messa in pratica. Perciò dico sì a un tavolo che monitori la sua efficacia, rafforzi i controlli per evitare abusi e favorisca il dispiegamento di tutti i vantaggi per gli imprenditori collegati alle assunzioni“.gius

L’avvocato ha poi spiegato: “Siamo stati gli ultimi in Europa ad avere introdotto questa misura che garantisce coesione e sicurezza sociale, cosa che non è possibile se milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà“. “Dobbiamo lavorare con i sindaci, rinforzare le politiche attive sul lavoro. Noi siamo i primi che vogliamo migliorare questa riforma” ha sottolineato l’ex premier.

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