Reddito di cittadinanza per acquistare Dom Perignon/ 64 furbetti fra Napoli e Caserta

- Davide Giancristofaro Alberti

Reddito di cittadinanza per acquistare Dom Perignon, ma anche spacciatori e altri casi particolari: scattando le denunce in provincia di Napoli e Caserta

Reddito di cittadinanza
Lapresse

Sono stati beccati nelle scorse ore altri “furbetti” del reddito di cittadinanza, ovvero, coloro che utilizzano la card erogata dallo stato, per acquistare beni non proprio rientranti nell’elenco di priorità di una persona in difficoltà economica. Nel dettaglio, come riferisce l’edizione online de Il Nisseno, i furbi avrebbero comprato numerose bottiglie di Dom Perignon, uno fra gli champagne più pregiati in circolazione. L’episodio giunge da un quartiere della città di Napoli, in cui appunto numerose bottiglie da 150 euro l’una, sarebbero state acquistate con la famosa tessera gialla. Secondo quanto riferito dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, la misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle avrebbe ridotto del 60% la povertà assoluta</strong>, ma nel contempo, sono molti coloro che utilizzano la card in maniera illecita. Tramite accurata indagine della guardia di finanza sono scattate ben 64 denunce fra le provincie di Napoli e Caserta, e 16 segnalazioni all’Inps per l’interruzione immediata dell’erogazione del suddetto sussidio economico.

REDDITO DI CITTADINANZA PER ACQUISTARE DOM PERIGNON E MOLTI ALTRI CASI DI FURBETTI

Dalle risultanze di accurate verifiche è emerso che una cinquantina di persone percepivano il reddito di cittadinanza ma nel contempo lavoravano in nero, cosa assolutamente vietata. Fra i tanti furbetti, beccato anche uno spacciatore di hashish, nonché, come detto sopra, una persona che ha dato vita ad un acquisto anomalo di numerose bottiglie di champagne pregiato. Sia chiaro, nessuno vieta che con la card si possa acquistare del vino costoso, ma è logico pensare che una persona che percepisce un sussidio dallo stato, abbiamo prima bisogno di altro. Un altro caso che ha fatto scalpore è stato quello di un imprenditore della zona di Alvignano, che aveva ceduto le quote del caseificio ai propri parenti, ricevendo poi il reddito di cittadinanza e girando in Maserati.



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