Remuzzi “Non tutti sono contagiosi”/ “Ma c’è chi ne infetta 20. I più infettabili…”

- Silvana Palazzo

Il professor Giuseppe Remuzzi al Tg4: “Non tutti sono contagiosi, ma c’è chi ne infetta 20. Sono i super diffusori e vanno individuati”. Poi cita studio sui più infettabili: in Italia sono..

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Il professor Giuseppe Remuzzi al Tg4

«I numeri fanno vedere come l’epidemia si sta diffondendo in tutto il Paese, ma in modo piuttosto disomogeneo». A scattare la fotografia attuale dell’epidemia di coronavirus in Italia è il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Bergamo. «Stiamo osservando un fenomeno importante: le aree più colpite in precedenza ora sono relativamente risparmiate o del tutto, mentre quelle che prima non hanno avuto l’esperienza di Bergamo, Codogno e Lodi ora cominciano ad avere un numero molto alto dei casi», l’analisi fatta in collegamento col Tg4. Ma il professor Remuzzi ha fatto un’osservazione molto interessante: «Queste sono infezioni, possono contagiare, ma non accade necessariamente. Pensate a quello che è successo sulla nave Diamond Princess. Lì tutta la nave è stata tenuta in quarantena. Il 73% delle persone non ha avuto nessun tipo di contagio». Questo per Remuzzi vuol dire che «la maggior parte delle persone non infetta, ma una può infettarne 20». Sono i cosiddetti super diffusori.

REMUZZI SUI SUPER DIFFUSORI E I PIÙ “INFETTABILI”

Per il professor Giuseppe Remuzzi va puntellata la strategia anti-Covid. Bisogna identificare e bloccare i focolai e scoprire chi sono i super diffusori per bloccare la diffusione dell’epidemia. «Ma bisogna capire anche quali sono le persone che muoiono. Su 40mila deceduti quanti avevano meno di 40 anni? 90. Quanti di questi non avevano un’altra malattia? 14. È evidente che con l’aumento dell’età c’è un rischio maggiore», ha proseguito il professor Remuzzi al Tg4. Quindi, gli anziani restano la categoria più a rischio. «L’80-90% delle persone che sono in terapia intensiva sono anziane, quindi questa categoria di persone va protetta. La politica deve dirci come fare, perché non possiamo chiuderli in casa». Ma Remuzzi ha parlato anche di uno studio coordinato dal professor Alberto Aleta, che ha fatto un’analisi delle persone più infettabili dal coronavirus. «In Italia sono le persone dai 20 ai 29 anni, che poi infettano gli anziani». Approfondire anche questo aspetto potrebbe essere utile per perfezionare la strategia anti Covid.

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