Renato Zero/ Dall’adozione di Roberto alle sue nipoti: “Abbiamo sofferto ma..”

- Hedda Hopper

Renato Zero compie 70 anni tra musica e vita privata, dall’adozione di Roberto alle sue nipoti: “Abbiamo sofferto tanto ma…”Ci

Renato Zero
Il cantautore Renato Zero

Renato Zero non ha bisogno di presentazioni. Anni e anni di musica alle spalle, produzioni, scrittura e premi, lo hanno reso il re della musica italiana almeno per milioni di sorcini, così si chiamano i suoi fan, che continuano a seguirlo e amarlo. Nel giorno del suo settantesimo compleanno, Renato Zero e i suoi fan si ritroveranno su Canale5 per una prima serata all’insegna dello show in esclusiva Zero il folle. Al centro della serata evento ci sarà un viaggio lungo il viale dei ricordi e alla ricerca di alcuni momenti clou della carriera di un artista poliedrico e unico che ha venduto in questi anni ben quarantacinque milioni di dischi venduti e che ha saputo mettere tutto insieme in due serate evento al Forum di Assago prima dell’arrivo della Pandemia e del lockdown che ha impedito a Renato Zero di tornare sul palco. Proprio al Coronavirus, Renato Zero ha dedicato un passaggio della sua ultima intervista da Silvia Toffanin a Verissimo spiegando che la cosa che gli ha portato via è stata proprio il suo amato pubblico anche se lui riesce a sentirlo anche quando non c’è e questo è l’alta considerazione che ha dei suoi fan ma anche di se stesso che, così facendo, non riesce mai a sentirsi solo.

L’ADOZIONE DI ROBERTO E L’ARRIVO DELLE SUE NIPOTI

Al fianco di Renato Zero però non ci sono solo i suoi amati sorcini, ai quali ha dedicato la sua vita e la sua carriera, ma anche la sua famiglia e i suoi amici. Gli stessi a cui fa visita per festeggiare il suo compleanno che, a suo dire, è tutti i giorni solo per il puro fatto di potersi svegliare e rimettersi in piedi. Le persone care però Renato Zero ce l’ha e se le tiene strette a cominciare dal figlio Roberto (che ha adottato quando lui aveva già 18 anni) e finendo alle sue figlie che adesso lui protegge e tiene alla larga da pericoli e dolore. Lui stesso da Silvia Toffanin ha spiegato: “Non ci si improvvisa padri. Uno ce la mette tutta ma sembra sempre che manchi uno per fare due Essere chiamato nonno mi piace tantissimo. Sono un nonno con una bella tenuta. Le mie nipoti hanno una fisicità molto prorompente rispetto ai loro anni. Sono geloso, anche il padre lo è. Credo sia un po’ il nostro ruolo, anche per le tante cose brutte che si sentono”.



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