ROBERTO ANSELMI FIACCHINI, FIGLIO ADOTTIVO RENATO ZERO/ “Con me una seconda vita”

- Emanuele Ambrosio

Roberto Anselmi Fiacchini è il figlio adottivo di Renato Zero, una lunga storia quella tra padre e figlio. Il cantante: “non volevo restare solo”

Roberto Anselmi Fiacchini figlio adottivo Renato Zero
Renato Zero a Verissimo

Nella lunga intervista rilasciata ai microfoni di Verissimo, Renato Zero ha parlato anche del figlio adottivo Roberto Anselmi Fiacchini: «Com’è sentirsi chiamare papà? Mio figlio l’ha ridotto e mi chiama pà. È una sensazione forse iniqua, perché io non posso coprirgli l’assenza fino ai 18 anni, posso giustificare la mia presenza dai 18 fino ad oggi. Quella parte di buio credo che lui non potrà colmarla mai più: attraverso le sue figlie potrà recuperare quella zona infantile meravigliosa». L’artista ha aggiunto: «Credo che lui viva una seconda vita da quella firma a viale Giulio Cesare, dove formalizzai l’adozione. Da quel momento sta vivendo un’altra vita, gli auguro di viverla perché merita tutto quello che non ha avuto in quel passato che è stato così ingiusto con lui». «Vorrei essere cambiato di più, ma non ci si improvvisa padri: uno ce la mette tutta, ma manca sempre 1 per fare 2», ha aggiunto Renato Zero, che ha poi parlato della sua nuova vita da nonno: «Mi piace tantissimo farmi chiamare nonno, sono un nonno con una bella tenuta (ride, ndr)». (Aggiornamento di MB)

Roberto Anselmi Fiacchini, il figlio adottivo di Renato Zero

Roberto Anselmi Fiacchini è il figlio adottivo di Renato Zero, una lunga storia quella tra padre e figlio. Tutto è cominciato da un incontro al cinema come ha raccontato proprio l’artista di “Cercami”: “ero al cinema, e noto questo ragazzino. Era pettinato come Barth Simpson. E mi regalò un pupazzetto di Barth Simpson. Mi raccontò la sua storia: il padre era morto, la madre malata. Sono sempre stato vicino ai ragazzi degli orfanotrofi. Cominciai a seguire Roberto. Quando fu possibile, lo adottai”.  Il cantante: “non volevo restare solo”. Da allora è nato un profondo rapporto di stima e amicizia che ha spinto successivamente l’artista ad adottarlo nel 2003 quando Roberto aveva soli 30 anni. “Sono sempre stato portato a prediligere le persone sfortunate. Roberto aveva perso i genitori e ho sentito che era giusto potergli dare un supporto morale, poi diventato anche istituzionale” – ha detto Renato in un’intervista a Grazia. Più volte Renato Zero parlando di famiglia ha detto: “per me vuol dire qualunque nucleo in grado di dare solidità e continuità. La differenza la fa la quantità d’amore non l’appartenenza ai generi sessuali”.

Renato Zero: “Roberto Anselmi Fiacchini? Mi raccontò la sua storia e…”

A chi gli ha chiesto perchè ha deciso di adottare Roberto Anselmi Fiacchini come figlio, Renato Zero ha detto: “perché non volevo restare solo, non l’ho condizionato, ho due nipoti meravigliosi. Perché questo deve essere un problema? Nessuno deve permettersi il lusso di giudicare”. La decisione di adottare un figlio è stata a lungo criticata, anche se Renato Zero non è nuovo a questo tipo di chiacchiericcio, anzi ha prontamente replicato precisando: “ho sempre desiderato qualcosa di mio, anche se non si sarebbe potuto trattare di trasmissione di Dna; volevo che ci fosse una continuazione, che si potesse garantire a qualcun altro l’appoggio, la complicità, l’affetto”. Il nome di Roberto Anselmi Fiacchini negli ultimi anni è finito sulle pagine di cronaca per via di un’accusa di maltrattamenti ricevuta da parte dell’ex compagna Emanuela Vernaglia. La Procura aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi, ma poi la coppia è tornata insieme così la donna ha ritirato la denuncia. Il figlio di Renato Zero è stato così assolto dalla denuncia perchè “il fatto non sussiste”.



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