Riapertura stadi al 25%, Cts dice no/ Nessuna deroga: max 1000 persone negli impianti

- Davide Giancristofaro Alberti

Riapertura stadi al 25%: il Cts dice no alla deroga, restano le misure in vigore attualmente, con una capienza massima di 1000 persone all’aperto

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Riapertura stadi - L'Allianz Stadium (Foto LaPresse)

Nessuna riapertura degli stadi prevista nei prossimi giorni. Le varie sedi delle squadre di calcio, a cominciare dai blasonati Allianz Stadium, San Siro, Olimpico, passando poi per tutti gli stadi minori, dovranno rimanere ancora chiusi al pubblico. Secondo il CTS, il Comitato Tecnico Scientifico che dallo scorso mese di febbraio affianca il governo nell’epidemia di coronavirus, non vi sarebbero le condizioni per alcuna deroga in merito alla riapertura. Questo, come anticipato da numerosi organi di informazione online, a cominciare da Sky Tg24, il pensiero che verrà ribadito oggi pomeriggio durante la riunione in programma a seguito dell’approvazione delle linee guida da parte delle Regioni, che volevano (non tutte però), un aumento della capienza al 25% degli impianti sportivi. Affinchè si possa riaprire parzialmente gli stadi bisognerà attendere almeno la metà di ottobre, quando scadrà lo stato di emergenza, anche se non è detto che lo stesso non venga prolungato.

RIAPERTURA STADI AL 25%, IL CTS DICE NO: IL PRESIDENTE DEL POTENZA NON CI STA

Importante, a riguardo, sarà capire gli effetti sull’epidemia da parte delle riaperture delle scuole, e si cercherà di capire come questo inciderà sull’andamento del virus. Fino a quella data resteranno quindi in vigore le attuali regole per gli stadi: capienza massima di mille spettatori per gli eventi sportivi all’aperto e di 200 per quelli al chiuso. Numerosi in passato coloro, fra gli attori nel mondo del calcio, che si sono opposti alla decisione del governo di continuare a mantenere i cancelli degli stadi chiusi, fra cui il presidente del Potenza, Salvatore Caiata, che parlando ai microfoni di TuttoC.com ha ammesso: “Riapertura stadi? Tanta ipocrisia. Sento ministri che dicono meglio scuole aperte e stadi chiusi, non capisco come il virus non possa contagiare nei luoghi chiusi mentre può contagiare nei luoghi aperti con distanziamento. Sembra una battaglia populista, non possono essere aperti i cinema e ristoranti e non gli stadi. C’è la possibilità di fare ticketing elettronico così da identificare chi si reca allo stadio e controllo tramite videocamere del comportamento all’interno dell’impianto. Mi sembra paradossale che tutto sia aperto tranne gli stadi, spero si arrivi presto ad un’apertura misurata”.



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