Riccardo Molinari/ “No alla revisione degli estimi catastali. Rdc? Solo 15% lavora”

- Carmine Massimo Balsamo

Il leghista Riccardo Molinari a Tg2 Post: “Tassare la casa adesso è una scelta assolutamente sbagliata. Lavoro agile va normato”

riccardo molinari
(Tg2 Post)

Dalla revisione degli estimi catastali allo smart working, passando per il reddito di cittadinanza: Riccardo Molinari a 360° ai microfoni di Tg2 Post. L’esponente della Lega ha esordito così: «Io posso garantire l’impegno della Lega affinchè non ci sia una revisione degli estimi catastali. Non esiste una riforma del catasto a costo zero, come qualcuno sta raccontando».

Riccardo Molinari ha poi aggiunto sul tema: «Noi abbiamo 1 milione 200 mila immobili che non sono stati accatastati. Se andiamo a rivedere gli estimi, i comuni virtuosi porteranno i proprietari di casa a pagare di più, mentre i comuni non virtuosi avranno un vantaggio perché la revisione sarà più bassa. E non ci sarà nessuno che pagherà di meno. Per combattere l’evasione fiscale, lavoriamo per accatastare gli immobili fantasma, dove c’è un gettito importante. Tassare la casa adesso è una scelta assolutamente sbagliata».

RICCARDO MOLINARI SU SMART WORKING E RDC

Altro tema politico molto dibattuto è lo smart working, Riccardo Molinari condivide la linea del ministro Brunetta: «È un’opportunità, soprattutto per le aziende. Con il lavoro agile sono contenuti i costi e in certi casi è aumentata la produttività. Il tema è se conviene ai lavoratori: se non viene normato, sicuramente no. Deve essere uno strumento usato per la fase emergenziale, ma si deve tornare alla normalità. Pensare lo smart working generalizzato penso sia sbagliato».

Riccardo Molinari s’è poi detto a favore della riforma del reddito di cittadinanza: «Noi dobbiamo chiederci se il rdc, che ci costa 8 miliardi di euro all’anno, abbia funzionato o no. Io penso che abbia funzionato come strumento di assistenza sociale e va difeso da questo punto di vista, ma è evidente che solo il 15% di percettori ha trovato lavoro. In molti casi è diventato un disincentivo al lavoro, basti pensare ai lavoratori stagionali. Noi dobbiamo aggiustare questo strumento, bisogna spendere le risorse sulle politiche attive e di formazione, non dobbiamo dare soldi per stare sul divano».



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