Riforma della giustizia tributaria, via al concorso per magistrati/ 576 nuovi posti

- Josephine Carinci

La riforma della giustizia tributaria prevede un concorso per magistrati con 576 nuovi posti al quale potranno accedere anche i laureati in economia

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L'aula di un tribunale (LaPresse)

Via alla riforma della giustizia tributaria, che vede tra le altre novità anche il reclutamento tramite concorso per esami di 576 magistrati con uno specifico ruolo autonomo. Nel testo vengono esplicate le modifiche dell’intero sistema, approvato in via definitiva alla Camera il 9 agosto 2022. Tra questi vengono ben spiegati i requisiti per partecipare alla selezione e le prove da superare prima di accedere al tirocinio da magistrato.

Il ruolo autonomo e professionale della magistratura tributaria è stato introdotto proprio con la riforma che prevede il concorso per quelli che saranno 576 nuovi magistrati. Nel dettaglio, 448 saranno giudici operativi presso le corti di giustizia tributaria di primo grado. Saranno invece 128 quelli presso le corti di giustizia tributaria di secondo grado. Questi saranno reclutati tra i futuri magistrati tributari e i giudici tributari presenti nel ruolo unico al 1° gennaio 2022. La riforma della giustizia darà il via ad un concorso per 576 magistrati. 100 giudici transiteranno dalla magistratura ordinaria e dalle altre nella giurisdizione tributaria a partire dal 2023. Gli altri 476 saranno selezionati attraverso un concorso per esami bandito annualmente. 68 posti saranno a disposizione dal 2024 al 2030.

Riforma della giustizia tributaria: ecco 576 nuovi magistrati

Il testo della riforma della giustizia tributaria stabilisce che per accedere al concorso sarà necessario essere in possesso dei seguenti requisiti: essere laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, essere in possesso del diploma di laurea magistrale in Scienze dell’economia (classe LM-56) o in Scienze economico-aziendali (classe LM77) o di titoli degli ordinamenti previgenti equiparati a questi ultimi; essere cittadini italiani; avere l’esercizio dei diritti civili; essere di condotta incensurabile; non essere stati dichiarati per tre volte non idonei al concorso; rispettare tutti gli altri requisiti richiesti dalle leggi vigenti.

Il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Elbano De Nuccio ha accolto favorevolmente l’ammissione al concorso dei laureati in economia“L’ammissione al concorso per la nomina a magistrato tributario anche ai laureati in economia, e non solo, come previsto in precedenza, a quelli in giurisprudenza una scelta di assoluto buon senso, con la quale si garantisce alla giustizia tributaria italiana l’apporto di competenze tecnico-professionali imprescindibili, che fanno parte del bagaglio formativo dei soli laureati in economia.”





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