Riforma pensioni 2022/ Gli italiani riscoprono quota 100 e presentano domanda

- Maria Melania Barone

Riforma pensioni 2022,c’è chi ha avuto ancora la possibilità di presentare domanda per quota 100 e in tutto sono 36 mila persone che potrebbero beneficiarne nel 2022, domande fino al 2025

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In attesa che il governo si pronunci sulla tanto attesa riforma pensioni 2022, almeno istituendo un tavolo da lavoro in cui discutere della proposta di Tridico che potrebbe far felici tutti, sia i sindacati che le parti sociali, alcuni italiani se la sono cavata da soli avanzando circa 10000 domande con decorrenza 2022 per l’uscita anticipata del mondo del lavoro con quota 100. Si tratta di altri diecimila persone in aggiunta alle 380.000 registrate nel 2021 ad uscire anticipatamente all’età di 62 anni.

Riforma pensioni 2022: 36000 domande sul tavolo

Già altre 26.000 domande erano in giacenza e dunque per la pensione anticipata 2022 saranno 36.000 fortunati in più.

Quota 100 è stata infatti bocciata dal governo per gli anni a venire ma è ancora possibile inoltrare la domanda e a quanto pare gli italiani hanno perso le speranze di ottenere una riforma pensioni che possa garantire una flessibilità in uscita accettabile. Tra quota 100 e la riforma pensioni della Fornero la scelta è chiara. Nonostante quota 100 o comunque non consenta di andare in pensione con un assegno mensile corposo, gli italiani hanno preferito fare da sé, rinunciare a qualcosa e andare in pensione prima.

Secondo le stime dell’INPS le richieste che continueranno a pervenire fino al 2025 dovrebbero essere circa 450 mila.

Riforma pensioni 2022: potrebbe tornare quota 102?

È data la sospensione del governo a questo argomento, c’è chi sta rispolverando anche quota 102 tra il mare di proposte che sono state avanzate in questi mesi, infatti anche se quota 102 per il 2023 è un’ipotesi ormai già eliminata, la possibilità che venga recuperata esiste sempre.

Tuttavia in un momento come questo potrebbe essere accettata molto di più la proposta di Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, di una pensione divisa in due quote, una parziale fino al raggiungimento dei 67 anni e poi quella completa che dà diritto all’assegno mensile completo a partire dai 67 anni.







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