Riforma pensioni 2022/ La sentenza sugli esodati

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, per la legge non si è più esodati nel caso si venga riassunti con un contratto a tempo indeterminato e si perda poi il posto

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LA SENTENZA SUGLI ESODATI

Si è parlato molto, a partire dal varo della riforma delle pensioni targata Fornero, degli esodati. E come ricorda pensionioggi.it, una sentenza della Cassazione ha stabilito che “per la legge non si è più ‘esodati’ (e quindi si perde il diritto alla salvaguardia pensionistica) se dopo il 31 dicembre 2011 si viene riassunti in servizio con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

A prescindere dalla sua durata che potrebbe essere molto breve ad esempio per dimissioni del lavoratore, licenziamento oppure mancato superamento del periodo di prova. E se ricorre questa ipotesi si è fuori dai regimi di salvaguardia pensionistica, stabiliti di volta in volta dal legislatore, per anticipare la pensione”. Intanto, come ricorda Ansa, una ricerca presentata in apertura del Forum Pa indica che “al primo gennaio 2022, sono oltre 3 milioni (3.082.954) le pensioni da lavoro pubblico, in aumento dell’1,8% rispetto all’anno precedente, con una spesa da 79.203 milioni di euro”. In base ai dati Inps, risulta anche che “i dipendenti pubblici andati in pensione nel 2021 sono 146.110, con un’età media di 65,6 anni”.

RIFORMA PENSIONI, LE CONSEGUENZE DEL VOTO

Come spiega Askanews, “l’esito delle urne avrà inevitabili ripercussioni nelle commissioni e nelle Aule di Camera e Senato. Ci sono diversi nodi potenzialmente divisivi, sui quali i partiti potrebbero riposizionarsi guardando alle elezioni politiche del 2023, puntando su temi che rilancino l’identità di ciascuno.

Nel dibattito tornano con forza le cartelle fiscali, le pensioni e il salario minimo”. Viene citata in particolare la posizione della Lega espressa nella giornata di ieri da Matteo Salvini, cone la richiesta di un “confronto urgente e doveroso con Mario Draghi e Daniele Franco sui temi economici”. Sul tema della riforma delle pensioni, l’ex ministro dell’Interno, come riporta Ansa, ha spiegato che “se dovesse tornare in vigore la legge Fornero penso sarebbe la pietra tombale per il sistema Italia”. Dal suo punto di vista, “ragionare sul tema di una riforma della pensioni equilibrata è uno dei temi sul tavolo. Di questo entro la settimana parleremo con il governo”. Vedremo con quali esiti. 

LA BOMBA SOCIALE RICORDATA DA FORNARO

Secondo Federico Fornaro, “dopo l’approvazione della direttiva europea sul salario minimo non ci sono più scuse. Ora l’Italia lo deve approvare il prima possibile”. Il capogruppo alla Camera di LeU, come riporta Adnkronos, evidenzia infatti che “siamo il paese europeo che ha un problema enorme per le retribuzioni basse dei lavoratori e delle lavoratrici.

Se a questo aggiungiamo che i salari degli italiani non crescono da decenni, la miriade di contratti a termine, il lavoro povero, la precarietà e il lavoro nero rischiamo una vera e propria bomba sociale. Bomba sociale che si può disinnescare solamente con una politica dei redditi a protezione del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni”. Per Fornaro “è giusto che il governo ascolti tutti i soggetti sindacali e confindustriali per arrivare ad una introduzione del salario minimo che tenga conto delle specificità italiane. Senza perdere altro tempo però perché tutto ci possiamo permettere meno che i costi della crisi vengano scaricati sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI SUMMA (CGIL)

Aprendo i lavori dell’assemblea della Cgil di Potenza, Angelo Summa ha ricordato come il problema della precarietà lavorativa abbia a che a fare anche con la previdenza. “Basta guardare le 700mila assunzioni dell’ultimo anno: il 95% sono tutti lavori precari.

Ciò significa non solo cambiare le condizioni materiali di migliaia di lavoratori, ma anche mettere in discussione il nostro sistema previdenziale pubblico. Sono in discussione non soltanto le pensioni di questi lavoratori, per lo più giovani, ma anche la tenuta del sistema previdenziale in generale. è questa la battaglia di tutte le battaglie si deve fare perché non costa nulla”, ha detto il Segretario generale della Cgil Basilicata secondo quanto riporta ufficiostampabasilicata.it.

IL TAGLIO DELLE TASSE NECESSARIO

In vista della manifestazione nazionale della Cgil in programma il 18 giugno a Roma, Summa ha anche spiegato che tra le richieste del sindacato c’è “l’abbassamento dell’imposizione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e da pensioni, perché in questa crisi energetica 200 euro una tantum è misura tampone. La Cgil sfiderà le destre di questo Paese che stanno proponendo una flat tax generalizzata, mettendo in discussione i principi della progressività. A fronte di un debito pubblico di oltre 2mila miliardi, alle diseguaglianze create da un sistema per cui chi ha una rendita finanziaria paga meno tasse di chi ha un lavoratore indipendente, a una evasione fiscale di oltre 100 miliardi, questi temi che devono trovare una risposta riposta immediata spostando la tassazione dal lavoro dipendente e dalle pensioni alle rendite finanziarie”.

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