Riforma pensioni 2023/ Prende forma quota 41 per tutti: ecco come

- Maria Melania Barone

Riforma pensioni 2023, prende forma quota 41 per tutti. Le donne andranno in pensione dopo 41 anni e 10 mesi mentre gli uomini a 42 anni e 10 mesi? Ecco cosa prevede il ministro Calderone

La Ministra del Lavoro Calderone Marina Calderone, Ministra del Lavoro al Senato (LaPresse, 2023)

La legge sulle pensioni prende forma, dopo tanti tavoli di trattativa e alla vigilia del secondo incontro fissato l’8 febbraio 2023, sul fronte della riforma previdenziale ci sarà presto un annuncio che vedrà una migliore definizione di quota 41 secca.

Riforma pensioni 2023: perché quota 41 non è la soluzione

Il ministro del lavoro Marina Calderone siederà presto ai tavoli con sindacati e parti sociali per ridisegnare la quota 41 che dovrà soppiantare la legge Fornero, si spera senza fare troppi danni, a partire dal 2024.

Infatti, l’impressione crescente è la crisi economica che ne è nata ha portato il governo Draghi e non poter ridefinire la legge strutturale sulle pensioni. Ma comunque l’obiettivo del governo draghi era abolire quota 100 e quota 102 così poi da inserire una legge che potesse a tutti dei danni della riforma Fornero che sarebbe nuovamente entrata in vigore. Secondo il ministro Orlando infatti l’obiettivo era quello di rendere strutturale ape sociale e opzione donna. Invece all’attuale esecutivo opzione donna andrebbe riformata più che resa strutturale. E’ così il ministro Marina Calderone si auspica che venga presto eliminato il paletto dell’età anagrafica e approvata una legge che prevede quota 41 secca.

Riforma pensioni 2023: quota 41 prende forma

Ma non saranno 41 anni di contributi per tutti. Secondo il progetto di Marina Calderone le donne dovranno lavorare e accumulare 41 anni e 10 mesi di contributi per accedere alla pensione, invece gli uomini potranno contare su 42 anni e 10 mesi di contributi. Si tratta di un’enormità se va confrontata con la generazione over 30 che è stata indubbiamente maggiormente penalizzata in tutti questi anni Non c’è stata continuità contributiva e, per questo genere di lavoratori, non è previsto nessun salvagente previdenziale.

L’altro problema è trovare le coperture, infatti come ha spiegato lo stesso ministro del lavoro: “la questione di quota 41 è presente nel confronto con le parti sociali e si faranno tutte le verifiche necessarie di sostenibilità”.

Per quanto riguarda invece opzione donna, si terranno conto anche del numero di adesioni possibili che in questi anni, a dire il vero sono state piuttosto basse.

Il ministro calderone ha inoltre dichiarato che il focus del Governo è semplificare il sistema pensionistico accentuando il dialogo tra i vari ordinamenti e all’introduzione di benefici pensionistici più stabili.





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