RIFORMA PENSIONI 2025/ Con il metodo “Meloni” importi più bassi: cosa ci aspetta? (ultime notizie oggi)

- Danilo Aurilio

Il metodo Meloni potrebbe ridurre l'aumento in previsione nella riforma pensioni del 2025. Il vecchio conteggio sarebbe più opportuno per godere di un rialzo migliore.

meloni mentana la7 2024 640x300 Giorgia Meloni da Enrico Mentana al Tg La7

Riforma Pensioni 2025, i dubbi sul conteggio…

Ogni anno il ministero dell’Economia e delle finanze deve effettuare una valutazione basata sui dati ISTAT per poter adeguare la pensione al costo della vita (a causa dell’inflazione). Un aumento dei rincari comporterebbe a delle pensioni più alte (come accadrà presumibilmente nel 2025) in base al calcolo utilizzato.

Il dubbio principale e attuale è proprio sul conteggio che si prospetterà alla fine del 2024. Con la Legge di Bilancio 2023 è stato promosso il metodo Meloni (più penalizzante e meno conveniente), ma che vede scadenza al 31 dicembre di quest’anno (salvo eventuali proroghe da dover confermare).

Riforma Pensioni 2025, contributi più alti? Sistemi di calcolo e simulazioni

Per la riforma pensioni 2025 il calcolo potrebbe essere quello storico previsto dalla legge numero 448 del 1998, oggi sostituito dal metodo Meloni che impone di rivalutare l’importo parzialmente (all’85% circa).

Mentre in passato le rivalutazioni erano al 100% e al 90%. Giusto per avere una panoramica più chiara ecco la rivalutazione secondo il calcolo Meloni:

FasciaAssegnoIndice di Perequazione
Fino a quattro volte il trattamento minimo100%100%
Oltre 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo85%85%
Oltre 5 e fino a 6 volte il trattamento minimo53%53%
Oltre 6 e fino a 8 volte il trattamento minimo47%47%
Oltre 8 e fino a 10 volte il trattamento minimo37%37%
Oltre 10 volte il minimo22%22%

Secondo il Documento di Economia e Finanza aggiornato al 2024 l’indice di inflazione dovrebbe assestarsi all’1,6%. Con questa percentuale e la precedente metodologia gli aumenti nella riforma pensioni 2025 (anche senza eventuali Quote) dovrebbero essere così distribuiti:

  1. Fino a 4 volte il trattamento minimo (ovvero 2.394,44€) la rivalutazione è al 100% del tasso, nonché 1,6%;
  2. Tra le 4 e le 5 volte (2.993,05€), invece, la rivalutazione è al 90% del tasso, quindi 1,44%;
  3. Sopra le 5 volte si riduce al 75%, ossia 1,2%.

Ponendo un esempio ancora più pratico: chi percepisce una pensione di mille euro potrebbe ricevere 16 euro (lordi) in più al mese, mentre con una di 1.500€ appena 24 euro. Proseguiamo con 2.300€ mensili di pensione e un incremento di 36,80€ ed infine con un cedolino di 2.600€ l’’incremento sarebbe di 41€ circa.





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