Riforma pensioni/ Bellanova: Quota 100 non è intoccabile

- Lorenzo Torrisi

Teresa Bellanova torna a evidenziare che Italia Viva non intende mollare il colpo sulla riforma pensioni con Quota 100

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BELLANOVA: QUOTA 100 NON È INTOCCABILE

Teresa Bellanova torna a evidenziare che Italia Viva non intende mollare il colpo sulla riforma pensioni con Quota 100. “Nella legge di bilancio per quanto ci riguarda non ci sono ambiti intoccabili. Ad esempio, quota 100 risponde a gruppi ristretti di persone e mette in discussione diritti di tante altre persone, quelli che hanno fatto i lavori usuranti e precari: possiamo provare a intervenire lì e dare risposta a chi fa lavori usuranti e recuperare risorse per affrontare in modo più equilibrato la manovra? Se ci dicono che ci sono punti intoccabili, noi rispondiamo che in Parlamento faremo la nostra parte”, ha detto la ministra delle Politiche agricole ai microfoni di Radio Capital, durante la trasmissione Circo Massimo, stando a quanto riportato da Askanews. Un altro tema caldo della manovra è quello delle rivalutazioni delle pensioni, sul quale la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, ha detto Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil, stando a quanto riportato dal Giornale, non ha dato disponibilità a intervenire con un emendamento del Governo.

I DATI INPS

Mentre si continua a parlare di riforma pensioni, dal rendiconto sociale del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps emerge che “le prestazioni erogate agli invalidi civili nel 2018 hanno registrato una crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente pari in totale a 3.141.082 prestazioni tra pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento. Rispettivamente le pensioni di invalidità sono state 979.824 con un incremento del 5,1% mentre le indennità di accompagnamento sono state 2.161.258 con un aumento del 2,3%”. Secondo quanto riporta Askanews, “la distribuzione per fasce di età delle indennità di accompagnamento al 31 dicembre 2018 conferma che oltre la metà delle stesse, 51,4%, è destinata ai cittadini invalidi con un’età superiore agli ottant’anni. In particolare, il 70,2% dei beneficiari appartiene alla fascia degli ultra sessantacinquenni, quindi in età da pensione, mentre una percentuale pari all’11,5% appartiene ai minori di 18 anni”. Intanto dai dati Inps emerge anche che al 31 ottobre sono state accolte circa 120.000 domande per la pensione di cittadinanza.

QUOTA 100 “VALE” PIÙ DI APE SOCIAL E OPZIONE DONNA

Secondo lo studio commentato oggi sul Sole 24 ore dal collega Davide Colombo, con gli ultimi dati Inps, nel primo anno di sperimentazione la riforma pensioni di Quota 100 ha garantito un’uscita dal lavoro anticipate per quasi 95mila lavoratori nel mondo privato: «ben più di tutti coloro che, con requisiti assai più rigidi nonostante le condizioni socio-economiche di svantaggio, sono riusciti a ottenere un anticipo con l’Ape sociale o con Opzione donna, due canali di flessibilità in uscita attivati o rilanciati dopo la riforma Fornero». L’immagine data dalle analisi del Rendiconto Sociale Inps 2018 rende gli aderenti alla riforma di Quota 100 secondi “solo” agli esodati: le uscite dal lavoro con la pensione “anticipata” pur non avendo avuto dati “monstre” nel primo anno, sono attualmente “seconde” solo agli esodati che dopo 8 provvedimenti consecutivi sono arrivati a contare su 130.185 pensionamenti agevolati, ovvero «il 35,8% del totale delle uscite flessibili garantire dal 2012 al primo semestre di quest’anno». (agg. di Niccolò Magnani)

LE PAROLE DI FURLAN

Annamaria Furlan, dopo l’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni, evidenzia l’esistenza del problema riguardante la rivalutazione degli assegni. “Sulle pensioni capisco l’amarezza del ministro Gualtieri, ma c’è davvero troppo poco in manovra per tutelare la dignità di milioni di pensionati. Bisogna trovare una soluzione al tema della rivalutazione delle pensioni e della non autosufficienza. Coì come bisogna trovare una soluzione per garantire il rinnovo dei contratti pubblici perché mancano le risorse per l’elemento perequativo, un elemento di garanzia per i lavoratori pubblici che per dieci anni hanno avuto il contratto bloccato”, ha detto la Segretaria generale della Cisl, stando ad Askanews. “Occorre poi modificare la legge Fornero rendendo strutturale l’Ape sociale, prevedendo la pensione di garanzia per i giovani e il riconoscimento alle donne lavoratrici di un anno di contributi per ogni figlio, separando assistenza da previdenza. Il tutto mantenendo quota 100”, ha aggiunto Furlan secondo quanto riportato dal sito di Rassegna sindacale.

PROIETTI RILANCIA QUOTA 100 ROSA

Per Domenico Proietti, l’incontro che c’è stato ieri tra Governo e sindacati sulla riforma pensioni è stato positivo. “Abbiamo sottolineato, però, alla Ministra l’esigenza di affrontare sin da subito tre temi per quanto riguarda l’attuale Legge di Bilancio: una rivalutazione delle pensioni da applicare dal 1 gennaio 2020 con il sistema pre Monti-Fornero; un intervento che salvaguardi le donne dalle molte penalizzazioni che hanno avuto in questi anni con una ‘quota 100 rosa’ a 36 anni di contributi e il riconoscimento di un bonus di un anno per ogni figlio a carico; un rilancio del sistema di previdenza complementare attraverso un nuovo semestre di silenzio assenso”, ha detto il Segretario confederale della Uil, spiegando che su questi temi ci si attende una risposta dell’esecutivo. Carmelo Barbagallo, Segretario generale della Uil, ha evidenziato la necessità di “risposte concrete e in tempi brevi per i pensionati, sulla non autosufficienza, sui contratti pubblici, sulla detassazione degli incrementi contrattuali” da parte del Governo.

NUOVI TAVOLI GOVERNO-SINDACATI A GENNAIO

Con un post su Facebook, Nunzia Catalfo ha riassunto le conclusioni del confronto tra Governo e sindacati. Il ministro del Lavoro ha evidenziato che “da gennaio il Governo è pronto ad aprire dei tavoli con i sindacati per una riforma generale delle pensioni che porti al superamento della legge Fornero. Intanto, nella legge di Bilancio è prevista – così come da specifici impegni che avevo preso – la creazione di due commissioni: una sui lavori gravosi e un’altra sulla spesa previdenziale e assistenziale. Ho tenuto a ricordare anche oggi che in questa Manovra restano Quota 100, Opzione donna e Ape sociale e preannunciato una legge quadro sulla non autosufficienza, tema sul quale in legge di Bilancio abbiamo già messo più fondi. Affronteremo poi il tema del part-time ciclico verticale e già dalle prossime settimane avvieremo un confronto sulla pensione di garanzia per i giovani”. Intanto Il Giornale ricorda che il Governo non ha ancora fatto nulla per gli esodati privi di salvaguardia e che Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione sul tema rimasta ancora senza risposta.

RIFORMA PENSIONI, LA RICHIESTE DEGLI ESODATI

Tra i temi che i sindacati hanno portato al tavolo del confronto con il Governo sulla riforma pensioni c’è anche la richiesta di un intervento per gli esodati, circa 6.000, ancora esclusi dalle otto salvaguardie finora approvate. Di questo importante tema ha parlato anche Gabriella Stojan, intervenendo alla trasmissione “L’Italia s’è desta” in onda su Radio Cusano Campus. “Da 8 anni noi esodati siamo in un buco nero, anche in questa legge di bilancio la salvaguardia per noi non c’è. Chiediamo che venga inserito un emendamento alla manovra con la massima priorità. Abbiamo fatto numerose richieste per essere ricevuti dalla neo ministra Catalfo ma ancora non ci ha risposto”, ha evidenziato Stojan, spiegando che “ci sono persone tra di noi che dovevano andare in pensione due anni fa e hanno già perso due anni”.

IL SILENZIO DEL GOVERNO

“Prima della crisi del precedente governo avevamo avuto degli incontri con il sottosegretario Durigon, ci era stato detto che avrebbero valutato questa cosa, poi è caduto il governo e ci siamo ritrovati a ricominciare da capo. Di Maio ci aveva promesso che avrebbe inserito la salvaguardia nella legge di bilancio”, ha detto ancora Stojan, sottolinenando che però non è successo poi nulla. “Gli unici che si sono mobilitati in nostro favore sono i sindacati. Il Sen. Tommaso Nannicini ha dichiarato che si sarebbe impegnato a far inserire questo emendamento a nostro favore nella legge di bilancio. In Commissione alla Camera l’on. Walter Rizzetto ha presentato un’interrogazione al ministro che però non ha ancora dato risposto”, ha aggiunto.

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