RIFORMA PENSIONI GOVERNO PD-M5S/ Ghiselli “programma lacunoso” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Ghiselli critica il programma di riforma pensioni del Governo Conte-bis: “troppo lacunoso, opzione donna non basta”. Quota 100 e ultime notizie

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Laura Castelli, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Danilo Toninelli (Lapresse)

GHISELLI VS RIFORMA PENSIONI GOVERNO CONTE-2

Non parte col pieno della fiducia sul fronte sindacati l’esperienza del nuovo Governo Pd-M5s-LeU sul tema welfare e pensioni: secondo Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil intervistato dal portale Pensionipertutti.it, «Il tema pensioni deve entrare fra le priorità del nuovo Governo e il programma presentato dal Presidente incaricato sul tema previdenziale è del tutto insufficiente e lacunoso, oltre che incomprensibile per alcuni aspetti». Pensione di garanzia e opzione donna rinnovata non sembrano molto secondo le prime stime di questi giorni di proclami del Governo giallorosso: «la sola proroga di “Opzione donna “ non è sufficiente a dare una risposta vera neanche all’esigenza di riconoscere il lavoro di cura e complessivamente il lavoro delle donne». Resta però positivo quantomeno il richiamo alla pensione di garanzia per i giovani che per la Cgil rappresenta «un tema centrale, ma per il resto non c’è nulla che assomigli ad una vera riforma della previdenza, come ad esempio era stata prefigurata dal Protocollo del 26 settembre 2016 firmato dall’allora Governo e dal sindacato confederale, e solo in minima parte realizzato».

MIUR “ASSUNZIONE PRECARI SU POSTI QUOTA 100”

Una lunga lettera attende sul tavolo del neo-Ministro al Miur Lorenzo Fioramonti proveniente da Annamena Mastroianni, portavoce del Movimento Precari della Scuola (GaE e GM) che chiede ufficialmente al nuovo Governo di riservare l’assunzione dei docenti ai vari posti “aperti” dalla riforma pensioni di Quota 100. «Ancor più come Ministro, con il supporto delle Onorevoli Vittoria Caso e Lucia Azzolina, avrà modo di proporre ed attuare innovazioni propedeutiche al rinnovamento della scuola, occupandosi in primis di risolvere i problemi storici che affliggono il sistema scolastico italiano per poter concretamente offrire percorsi formativi innovativi, aperti alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie», scrivono con pieno attestato di stima al neo-Ministro dell’Istruzione. Nello specifico, i precari richiedono: « abbiamo voluto ribadire con forza e fermezza l’esigenza di un urgente Decreto legislativo affinchè tutti i posti resisi vacanti fin dal 1 settembre del corrente mese, anche per l’effetto dei pensionamenti per quota 100, nonché gli ulteriori posti che si renderanno ulteriormente disponibili nei mesi prossimi, vengano assegnati e ripartiti ai PRECARI della scuola da intendere quali GAE E GM (VINCITORI E IDONEI)».

LANDINI “SERVE TAGLIANDO SULLA QUOTA 100”

In una lunga intervista a Radio Capital nella trasmissione “Circo Massimo” il leader della Cgil Maurizio Landini chiede al nuovo Governo giallorosso una immediata verifica e rivisitazione della riforma pensioni Quota 100 e del Reddito di Cittadinanza, le principali misure approvate dal precedente Governo Conte. «Non esistono governi amici o nemici, noi li giudichiamo per quello che fanno. Finora i governi della disintermediazione sono tutti andati a sbattere. Crediamo necessario che si riattivi un confronto preventivo vero» ha spiegato Landini che ha poi affondato il colpo «Va fatto un tagliando, capire chi l’abbia presa o meno. Anche perché non esiste solo quota 100. Occorre pensare ad una pensione di garanzia per i giovani, riconoscere davvero i lavori più pesanti, riconoscere la differenza di genere che non penalizzi le donne, introdurre un criterio di flessibilità di uscita. Sono preoccupato dal fatto che sul tema ci sia un vuoto nei programmi delle due forze politiche».

RIFORMA PENSIONI: QUOTA 100 “IGNORATA”

È stato ampliato il programma del Governo Pd-M5s-LeU mentre ancora stanno giurando i Ministri del Conte-bis al Quirinale, e finalmente entra anche ufficialmente il tema della riforma pensioni all’interno dell’ambizioso piano di riforme “giallorosso”. Da 26 a 29 punti, con l’inserimento di agricoltura, export, turismo e dossier sul welfare e il sistema previdenziale: stando a quanto riportato ancora ieri dal Sole 24 ore, il Governo Conte-bis si appresta a rilanciare l’Opzione Donna e mettere a punto un vecchio pallino del Pd come la pensione di garanzia per i giovani. Nel nuovo testo del Governo sul quale dovrà lavorare la nuova Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (senatrice M5s, “madrina” del Reddito di Cittadinanza) l’esecutivo si impegna a «rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto “opzione donna” e a incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la pensione di garanzia per i giovani». Viene così “ignorata” Quota 100 che non entra ufficialmente nel piano, il che suggerisce che con ogni probabilità verrà mantenuta fino alla sua scadenza naturale (2021) ma per nulla “rifinanziata” vista la presenza in maggioranza dei maggiori oppositori alla norma siglata da Salvini, il Partito Democratico.

PENSIONI, IL PIANO DI PD E M5S

Entrando nelle pieghe del piano in mente al nuovo Governo sul tema pensioni, secondo quanto riportato da Marco Rogari del Sole 24 ore nel pieno della nascita del Conte-bis, diversi riferimenti alla necessità di irrobustire le risorse del welfare suggeriscono un accantonamento progressivo della riforma di Quota 100. Come primo punto invece del piano pensioni del nuovo Governo troveremo l’incremento del Fondo Previdenziale Integrativo pubblico, con l’inclusione della pensione di garanzia: l’obiettivo è quanto già annunciato da Di Maio e Conte negli scorsi giorni, «assicurare ai giovani con carriere discontinue una reale copertura previdenziale». È un tema caro al Pd che già sotto i Governi Letta, Renzi e Gentiloni aveva avanzato diverse soluzioni in merito; al netto di quanto si riuscirà a produrre, il secondo punto all’ordine del giorno del Ministro Catalfo pare sia il rilancio dell’Opzione Donna. Si avrà dunque la possibilità per le lavoratrici con 35 anni di contribuzione e 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) di uscire prima dal lavoro: è stata introdotta per il solo 2019 dall’ultima Manovra varata dal Governo Lega-M5s, ma ora pare verrà prorogata almeno fino al 2020 se non oltre.

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