RIFORMA PENSIONI/ Senza assegno estero no flat tax a pensionati che tornano in Italia

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, l'agevolazione fiscale per i pensionati che rientrano in Italia non vale per chi ha il solo assegno Inps

Agenzia delle Entrate, Rottamazione Quater Agenzia delle Entrate, Rottamazione Quater

LE PAROLE DI PORTA (PD)

Fabio Porta ricorda che la Legge di bilancio 2019 ha introdotto “un regime fiscale speciale volto a favorire il trasferimento in alcune zone dell’Italia di soggetti residenti all’estero (a prescindere dalla loro nazionalità) titolari di redditi da pensione erogati da enti esteri per favorire gli investimenti, i consumi ed il radicamento in alcuni comuni del Mezzogiorno con determinate caratteristiche demografiche”. In particolare, è prevista per dieci anni “una tassazione del 7% su tutti i redditi prodotti all’estero (non solo quindi quelli da pensione) se si trasferisce la propria residenza in Italia”, purché non si sia stati fiscalmente residenti nel nostro Paese nei cinque periodi di imposta precedenti a quello in cui l’opzione diviene efficace. Il Senatore del Pd eletto all’estero evidenzia però che “chi è residente all’estero ma è titolare della sola pensione Inps (quindi non ha una pensione estera) non può aver diritto all’agevolazione fiscale (disposizione questa che avrà anche una sua logica dal punto di vista del Fisco ma che noi riteniamo discriminatoria)”.

PENSIONI LIBERI PROFESSIONISTI: LA PROPOSTA DEL PD

In attesa di convergere su una strutturale prossima riforma pensioni, il Partito Democratico arriva a proporre una nuova legge sui liberi professionisti che possa favorire un settore tra i più colpiti dalla duplice crisi pandemia e guerra (in prospettiva).

«In questo momento, riteniamo di dover fare la nostra parte. Ci sono tanti lavoratori onesti in difficoltà, anche giovani, e questa Pdl può essere molto utile», ha detto la capogruppo dem alla Camera Debora Serracchiani presentando la proposta numero 1823 finalizzata a superare l’interpretazione giudizialmente sostenuta dall’Inps «sulle disposizioni in materia di obblighi contributivi dei liberi professionisti iscritti ad Albi dotati di casse previdenziali di categoria». Secondo Antonio Viscomi, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera, l’operazione “Poseidone” dell’Inps «sta creando problemi a categorie come gli ingegneri, gli architetti, gli avvocati e altre ancora, che hanno una cassa previdenziale e per le qual l’Inps chiede una diversa tassazione, con grosse difficoltà per i ricongiungimenti delle voci contributive e la tutela previdenziale». Ancora Viscomi sottolinea come con questa possibile nuova legge si arriverebbe alla piena interpretazione autentica nel chiarire come chi è associato ad una cassa previdenziale «i problemi se li risolve con la propria cassa». (agg. di Niccolò Magnani)

LE DIFFICOLTÀ DEI PENSIONATI

I consiglieri comunali di Latina Chiarato e Faticano evidenziano come i pensionati siano “la categoria sociale destinata a pagare il prezzo più elevato” alla situazione derivante dall’alta inflazione e dai rincari che sembrano destinati ad accelerare dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Come riporta latinaoggi.eu, i due spiegano che “sono mesi che gli aumenti delle fonti energetiche hanno determinato impennate del prezzi soprattutto dei beni alimentari e di uso comune. Soprattutto quelli che costavano di meno ed avevano una maggiore accessibilità per chi ha minori disponibilità economiche. Gli avicunicoli sono aumentati quasi del doppio , tanto vale per verdure e frutta. Pesce e carni rosse subiscono aumenti del 20%, pasta e pane sono raddoppiati, le farine ed i cerali hanno quasi doppiato la seconda boa, oli e conserve sono maggiorate del 20% . Le bollette energetiche sono del tutto fuori controllo mentre gli stipendi e pensioni sono le stesse di prima”.

L’IPOTESI DI INTERVENTO DEL GOVERNO

Il Governo sta studiando un pacchetto di misure per cercare di sostenere il settore agricolo, che potrebbe essere già approvato dal Consiglio dei ministri di domani, di fronte al forte rincaro delle materie prime energetiche e agricole. Come spiega Il Sole 24 Ore, dovrebbe essere approvata anche “una sospensione dei contributi previdenziali che dovrebbero andare da un minimo di tre a un massimo di sette mesi” per le aziende agricole. Dovrebbe essere anche introdotta “una semplificazione degli adempimenti richiesti alle aziende agricole per ottenere aiuti e finanziamenti pubblici. Semplificazione che contemplerà una maggiore flessibilità soprattutto sui tempi richiesti”. Il ministro per le Politiche agricole Patuanelli è pronto anche a proporre in sede europea una proroga dei sostegni già attivati per il Covid, in particolare con la possibilità per ogni Stato membro di trasformare le risorse non spese nell’ambito dello sviluppo rurale in aiuti diretti al reddito degli agricoltori.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI ELISA LUPO

Riguardo la riforma pensioni, la consulente del lavoro Elisa Lupo ha dato vita a un poadcast su Spotify dal titolo “Previdenti” e in un’intervista a Vanity Fair ricorda che “adesso la pensione obbligatoria, quella che viene fuori dai contributi che si versano durante la vita lavorativa a livello obbligatorio, non assicurerà più uno stile di vita congruo rispetto all’ultima retribuzione.

Si stima che si andrà in pensione con un assegno pensionistico che sarà pari al 60% dell’ultimo stipendio guadagnato o dell’ultima fattura staccata – vale per i liberi professionisti come per i dipendenti. Prima eravamo intorno all’80%. Significa che per mantenere un tenore di vita adeguato, congruo con quello che si faceva prima, bisogna integrare questa pensione obbligatoria con una pensione integrativa e sottoscrivere un piano pensionistico”.

RIFORMA PENSIONI, L’IMPORTANZA DEL FATTORE TEMPO

Questa mossa va fatta il prima possibile, perché “più tempo si ha a disposizione, più si potrà sfruttare la capitalizzazione degli interessi, più quello che metto da parte frutterà bene”. Sempre in tema riforma pensioni, riguardo al riscatto della laurea, Lupo spiega che “sembra l’occasione del millennio, da cogliere il prima possibile.

In realtà può avere senso in un contesto più ampio: se prendo coscienza che devo curare il mio portafoglio previdenziale, mi informo e scopro che il riscatto di laurea è una soluzione che mi può servire, allora, in un’economia generale, può avere senso. Ma se invece non mi sto occupando di niente e a un certo punto comincio a versare dei soldi su una posizione che non sto curando, senza un progetto di lungo periodo… Allora consiglio di non fare nulla. È meglio non fare nulla che spendere soldi inadeguatamente”.

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