RIFORMA PENSIONI/ Salvini: sarà la nostra battaglia del Piave nel 2021

- Lorenzo Torrisi

Matteo Salvini annuncia battaglia sulla riforma pensioni nel 2021, in particolare per la prevista fine di Quota 100, misura varata dal Governo Conte-1

matteo salvini
Matteo Salvini, Lega (LaPresse, 2020)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI SALVINI

Matteo Salvini torna oggi, come aveva già fatto negli ultimi giorni, a rilasciare dichiarazioni riguardanti il tema della riforma pensioni. Secondo quanto riporta l’Agenzia Vista, infatti, il leader della Lega parlando con i giornalisti, oltre a evidenziare come il suo partito stia lavorando a proposte sul Recovery Plan, ha detto: “Se Conte arriverà al 2023? A me interessa che ci arrivino gli italiani. La nostra battaglia del Piave per l’anno prossimo sarà la difesa del lavoro e delle pensioni. Tornare alla Legge Fornero è roba da pazzi”. Intanto Il Mattino ricorda i dati relativi all’utilizzo di Quota 100, evidenziando come quest’anno le domande siano state nettamente inferiori alle aspettative. C’è però da dire che secondo diverse analisi, l’anno prossimo, complice anche il rischio di licenziamenti ed esuberi, potrebbe crescere il numero di richieste di adesione, anche perché sarà l’ultimo anno in cui Quota 100 sarà in vigore, fermo restando che quanti matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2021 potranno presentare domanda di accesso anche dopo tale scadenza.

CAZZOLA SU OPZIONE DONNA

In un articolo pubblicato su startmag.it, Giuliano Cazzola affronta una delle misure di riforma pensioni contenuta nella Legge di bilancio 2021, ovvero la proroga di Opzione donna. L’ex deputato ricorda che i requisiti restano quelli di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di un’età anagrafica di 58 anni (59 per le lavoratrici autonome). Inoltre, è prevista una finestra di 12 mesi (18 nel caso delle autonome) dal momento del perfezionamento dei requisiti a quello della pensione. C’è anche da segnalare che “i requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita”. Cazzola evidenzia che Opzione donna, varata originariamente nel 2004, “per anni poco utilizzata, è stata esercitata invece in maniera più consistente dopo la riforma pensionistica realizzata dal D.L. 201/2011 (cd. Riforma Fornero), che ha incrementato i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso al trattamento pensionistico. Così Opzione donna ha permesso alle lavoratrici di anticipare l’uscita dal lavoro, sia pur con una riduzione dell’importo della pensione”, visto che prevede il ricalcolo contributivo degli assegni.

INTESA SANPAOLO E IL PRESTITO VERSO LA PENSIONE

Banca Intesa Sanpaolo ha presentato stamattina “Obiettivo pensione”, il piano per accompagnare tramite prestiti l’arrivo delle pensioni ai lavoratori italiani: in attesa di una vera e propria riforma che strutturi e rivoluzioni il settore previdenziale sempre più fragile, la principale banca italiana rilancia col piano già attivo dai prossimi mesi. «Obiettivo pensione – ha spiegato Marco Morgante (Direzione Impact Banca Sanpaolo) ad Askanews – è una proposta di Intesa Sanpaolo all’interno delle attività di inclusione creditizia, le attività impact, che è destinata ai lavoratori che sono usciti per qualche ragione dal percorso lavorativo, per scelta o per licenziamento, non importa. Se sono a una distanza ragionevole dalla pensione, non più di tre anni, in queste condizioni possono accedere a un credito che corrisponde ai contributi che dovrebbero pagare da quel momento in poi per avere diritto alla pensione». Si tratta di un finanziamento personale attorno al 6% assai più vantaggioso di quanto oggi non offra il mercato, prevedendo però anche l’alternativa della cessione del quinto della pensione: «“Obiettivo pensione” è stato sviluppato in collaborazione con i patronati Acli e Inas». (agg. di Niccolò Magnani)

NUOVA MODALITÀ DI VERSAMENTO PER LA PDC

Come riporta money.it, in tema di riforma pensioni tra le misure contenute nella Legge di bilancio va segnalata quella relativa alla modalità di versamento della pensione di cittadinanza. Infatti, nel 2021 la prestazione non verrà erogata tramite la carta di Poste Italiane che si utilizza anche per il Reddito di cittadinanza, ma arriverà come integrazione alla pensione tramite l’Inps. Oltretutto “con l’attribuzione della quota parte spettante della pensione di cittadinanza al cittadino che già prende una prestazione pensionistica da Inps con la stessa, viene meno il limite del prelievo mensile di 100 euro per i titolari della prestazione”. La pensione di gennaio però è già in pagamento e dunque è difficile che già dal primo mese dell’anno si proceda alla nuova modalità di pagamento della prestazione. Resta poi da capire cosa succeda a quanti ricevono una pensione non dall’Inps, ma da altri istituti previdenziali. Occorrerà quindi attendere maggiori chiarimenti in merito così da avere un quadro più completo della novità introdotta.

RIFORMA PENSIONI, IL GOVERNO PENSA A QUOTA 102

Secondo quanto scrive Il Giornale, “il Governo vuole lasciare il segno sulle pensioni e, dopo avere in tutti i modi rinnegato Quota 100, cerca un surrogato non troppo distante dalla riforma leghista. Anche a costo di scontentare Bruxelles”. L’idea sarebbe quindi quella di varare l’anno prossima una riforma pensioni, da far entrare in vigore dal 2022, all’insegna della Quota 102, alzando quindi da 62 a 64 anni il requisito anagrafico di Quota 100, lasciando invece a 38 anni quello contributivo. Per rendere tale misura meno costosa, si potrebbe prevedere anche un “ricalcolo contributivo limitato agli anni di anticipo”. Secondo il quotidiano milanese, Conte starebbe quindi cercando di giocare anche la partita delle pensioni per durare anche dopo l’emergenza Covid.

LE PAROLE DI SALVINI

Matteo Salvini ha già fatto sapere di essere contrario a questa ipotesi di intervento. “La notizia di oggi su cui combattiamo e combatteremo per il 2021 è il taglio delle pensioni. In un anno che si preannuncia di difficoltà economica, che il Governo pensi di allungare l’età pensionabile fino a 64 anni, quindi di rubare due anni di vita a chi è in difficoltà cancellando Quota Cento è una follia”, sono le parole del leader leghista riportate dal sito del Sole 24 Ore. Il Giornale segnala anche che l’esecutivo starebbe studiando anche il mantenimento del requisito a 62 anni per i lavoratori gravosi, ma è probabile che incontri un parere sfavorevole da parte dell’Ue, che non sarà semplice da superare. Vedremo nel caso quali contromisure verranno prese dal Governo.

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