RIFORMA PENSIONI/ La spesa per gli anticipi pensionistici (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, le misure che garantiscono un ingresso anticipato alla quiescenza hanno un costo per le casse dello Stato

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Lapresse

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI GUALTIERI

In un articolo pubblicato su Italia Oggi, Marcello Gualtieri ricorda che se le entrate finanziarie di uno Stato non sono sufficienti a pagare beni e servizi, oltre che le risorse che trasferisce ai cittadini tramite, per esempio, pensioni e sussidi, “non può fare altro che indebitarsi, sempre a condizione di trovare un soggetto disponibile a finanziarlo (cioè, se esiste la ragionevole aspettativa di ottenere la restituzione del prestito)”. Per l’economista, “nessuno Stato al mondo offre ai propri cittadini le prestazioni (se si possono chiamare così) che lo Stato italiano sta erogando negli ultimi anni (a debito ovviamente)”. Gualtieri cita quindi oltre 12 miliardi per il Reddito di cittadinanza, ma anche “10 miliardi per andare in pensione in anticipo (anche se non si è svolto un lavoro usurante)”.

LE SPESE DELLO STATO

Il suo elenco prosegue con “13 miliardi per tenere in vita l’Alitalia (non il trasporto aero del Paese)”, circa 10 miliardi per acquistare Aspi, senza dimenticare le cifre ancora indefinite “per tenere in vita la struttura (non i correntisti o i dipendenti) dell’Mps”, “per accollarsi le future perdite miliardarie dell’Ilva” e gli “altri miliardi per pagare agli italiani (anche quelli ricchi) le spese termali, il cambio del televisore, la ristrutturazione della casa, restituire il 10% delle spese fatte con la carta di credito”. La sua conclusione è che “nelle nazioni evolute si evita che lo Stato-istituzione persegua obiettivi impossibili da raggiungere per lo Stato-soggetto economico; non in Italia: la conseguenza è stato lo sfaldamento della società”.

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