RIFORMA PENSIONI/ Catalfo: no a soluzioni a pacchetti chiusi

- Lorenzo Torrisi

Nunzia Catalfo ha risposto alle domande dei giornalisti che le hanno anche chiesto qualcosa a proposito dell’incontro coi sindacati sulla riforma pensioni

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Nunzia Catalfo (Lapresse)

CATALFO: NO A SOLUZIONI A PACCHETTI CHIUSI

A margine di un’iniziativa organizzata dalle Acli, Nunzia Catalfo ha risposto alle domande dei giornalisti che le hanno anche chiesto qualcosa a proposito dell’incontro coi sindacati in programma il prossimo 27 gennaio sulla riforma pensioni. “È chiaro che non ci possono essere soluzioni a pacchetti chiusi, ma si fanno in base agli studi, alle proposte che ci saranno al tavolo ed allo studio che questa commissione di esperti porterà avanti”, ha detto la ministra del Lavoro riferendosi alla commissione di esperti che ha deciso di nominare proprio per studiare una riforma della Legge Fornero. Intanto in un messaggio diffuso ieri, l’Inps ha ricordato che dal 1° gennaio si può ancora accedere all’Ape social e potranno farlo anche quanti hanno già maturato negli anni passati i requisiti necessari a utilizzare questo canale di pensionamento anticipato ai partire dai 63 anni. L’Inps ha anche annunciato che ci sarà una circolare illustrativa delle nuove disposizioni relative all’Ape social in base a quanto stabilito dalla Legge di bilancio 2020.

LANDINI: BISOGNA CAMBIARE LA FORNERO

Dopo l’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma fiscale, Maurizio Landini ricorda che bisogna affrontare anche il tema della riforma pensioni, con un confronto in programma lunedì 27 gennaio. “Bisogna cambiare la Fornero; dare una prospettiva ai giovani; riconoscere il lavoro delle donne e quello gravoso. E poi occorre discutere di Mezzogiorno, rinnovare i contratti nazionali di lavoro e aumentare i salari”, sono le parole del Segretario generale della Cgil riportate dal sito di Rassegna sindacale. Intervistato dal Quotidiano nazionale, tuttavia, Luigi Marattin fa capire che Italia Viva non avvallerà scelte troppo a vantaggio di pensionati e pensionandi: “Ho il massimo rispetto per i pensionati, e credo occorra intervenire per garantire equità e sostenibilità. Ma i dati dimostrano anche che dal 2000 al 2018 le pensioni sono cresciute il doppio degli stipendi di chi lavora. In Italia è arrivato il momento, quando si tratta di spendere decine di miliardi, di destinarli ai ventenni e ai trentenni. E a chi lavora e produce”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PROIETTI

In vista dell’incontro con il Governo sul tema della riforma pensioni in programma il 27 gennaio, Domenico Proietti fa sapere che la richiesta sindacale sarà in particolare mirata a ottenere “una flessibilità diffusa tra 62/63 anni per l’accesso alla pensione. Stabilire che 41 anni di contribuzione bastano per andare in pensione a prescindere dall’età e completare la salvaguardia degli esodati”. Per il Segretario confederale della Uil occorre anche “eliminare le penalizzazioni per le donne valorizzando ai fini previdenziali il lavoro di cura e la maternità”. Interpellato da pensionipertutti.it, il sindacalista ritiene necessario anche “definire una contribuzione figurativa per i giovani per coprire i buchi derivati dalla precarietà del lavoro degli ultimi anni. Rilanciare la previdenza complementare con un nuovo semestre di silenzio assenso. È necessario superare il blocco della rivalutazione delle pensioni ed estendere la quattordicesima alle pensioni fino a 1500 euro”. “Sull’insieme di questi temi ci aspettiamo fatti concreti per il bene dei lavorati e pensionati”, aggiunge Proietti.

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