Riforma pensioni/ Ultime notizie. Quota 100, l’analisi su domande e beneficiari

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, il Centro studi di Unimpresa ha analizzato i dati relativi alle domande presentate per Quota 100, per lo più provenienti dalla Lombardia

Un medico
Un medico, immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

QUOTA 100, L’ANALISI UNIMPRESA

Il Centro studi di Unimpresa ha analizzato i dati relativi alle domande presentate per Quota 100, la novità di riforma pensioni, perlopiù pervenute dalla Lombardia (il 12,7% del totale). Dall’analisi emerge che “c’è una sostanziale sovrapposizione tra le percentuali di domande su base territoriale e la distribuzione regionale dei potenziali beneficiari di Quota 100”. Il Presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, ha detto: “Non risolviamo così il problema delle assunzioni di giovani. Per favorire la nascita di nuova occupazione per gli under 30 servono sgravi contributivi permanenti e tagli importanti al cuneo fiscale. Tutti gli accordi, anche nei gruppi industriali e finanziari più importanti, dimostrano che il meccanismo di sostituzione tra vecchi e giovani non ha funzionato affatto”. Alle spalle della Lombardia, come numero di domande per Quota 100 presentate, ci sono la Sicilia, il Lazio e la Campania. La regione del nord risulta anche quella con più residenti di età compresa tra i 62 e i 66 anni, ovvero i potenziali beneficiari della misura.

CODS CHIEDE OPZIONE DONNA FINO AL 2023

Con un post sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, Orietta Armiliato ricorda che il Governo, varando la riforma pensioni con Quota 100, ha anche “promulgato la legge dell’Opzione Donna, ma peggiorandola sensibilmente ovvero: ha innalzato il requisito anagrafico di accesso portandolo da 57,7 anni a 58 anni; ha innalzato il requisito contributivo portandolo da 34anni 11mesi e 16giorni a 35 anni pieni; ha vietato alle lavoratrici dipendenti della Pubblica amministrazione che optano, il diritto di accedere all’anticipo del proprio Tfs (trattamento di fine servizio)”. Non manca, evidenza ancora Armiliato, chi si fida delle promesse dell’esecutivo, ma in ogni caso “il Cods chiede che con la prossima LdB il provvedimento sia prorogato fino al 2023 in modalità tombale dichiarando quindi concluso con il raggiungimento di questa data limite, il logico e matematico senso della sua esistenza nel nostro ordinamento previdenziale”. Una richiesta importante quella avanzata. Vedremo se ci sarà una qualche risposta dai rappresentanti dell’esecutivo.

LE RICHIESTE ANP-CIA

Oggi molti pensionati ricevono dall’Inps la quattordicesima. Alcuni tra loro chiedono però una riforma pensioni che possa garantire meglio il loro tenore di vita. Una delegazione dell’Associazione nazionale pensionati aderenti alla Confederazione italiana agricoltori della Romagna ha per esempio incontrato nei giorni scorsi il Capo di Gabinetto della Prefettura di Forlì-Cesena Valentina Sbordone, facente le veci del Prefetto, illustrando, come spiega forlitoday.it, “il documento programmatico redatto in occasione dell’Assemblea nazionale dell’Anp di aprile, in cui sono stati denunciati dall’Associazione i pressanti problemi dei pensionati e sollecitati adeguati interventi”, in particolare per aumentare le pensioni minime. Il titolo del documento dice già molto: “Il paese che vogliamo: pensioni dignitose, servizi socio-sanitari nelle aree rurali, servizi di cittadinanza, valorizzazione del ruolo sociale dell’anziano nella società”. L’iniziativa dell’Anp-Cia Romagna si inserisce in quella più ampia di incontri sul territorio con i Prefetti chiedendo loro di interessarsi nei confronti del Governo nazionale per rappresentare il disagio in cui vivono moltissimi pensionati.

QUOTA 100, I DATI DEI CAF

La riforma pensioni con Quota 100 e il Reddito di cittadinanza hanno rappresentato una sfida importante anche per i Caf e i patronati che hanno fornito assistenza ai cittadini interessati alle misure. Se ne si ha una prova guardando i dati delle Acli di Bologna riportati dall’Agenzia Sir. Simone Zucca, Responsabile produzione del Caf Acli, ha infatti parlato di oltre mille pratiche per il reddito di cittadinanza, nel 55% dei casi presentate da donne e nel 59% dei casi da italiani. Per quanto riguarda quota 100, ha detto il direttore Paolo Fiumana “a oggi sono 2.780 le domande inviate. 772 le richieste di pensione anticipata, al 60% da parte di uomini. 2.718 le dimissioni online e il dato ci interpella sempre più sul tema della tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Le donne, ancora una volta, sono penalizzate, anche a livello previdenziale: hanno carriere più frammentate, non si tiene conto dei periodi dedicati alla cura dei familiari e anche l’’opzione donna’ prevede una penalizzazione economica maggiore di ‘quota 100’”.

DOTE QUOTA 100 E FLAT TAX

La “dote” della riforma pensioni con Quota 100, rappresentata dalla risorse ancora non spese per questa misura, resta sul tavolo del Governo per una piccola manovra di aggiustamento di bilancio mirata a evitare la procedura d’infrazione europea. Resta da capire se tale manovra verrà o meno varata oggi. In ogni caso, come ricorda Il Mattino, l’esecutivo intende poi lavorare al varo di una flat tax da inserire nella prossima Legge di bilancio, che Matteo Salvini la scorsa settimana ha persino ipotizzato di anticipare al mese di luglio. Resta però capire quali potrebbero essere le coperture per un provvedimento che potrebbe costare anche 15 miliardi di euro. Difficile mettere mano alle tax expenditures, che rappresentano sconti fiscali per lavoratori e pensionati, senza creare, per una parte di essi, un indiretto aumento della pressione fiscale. Insomma, c’è chi da una flat tax, se non ben calibrata, potrebbe anche ritrovarsi penalizzato con un aumento delle imposte versate durante l’anno anziché una loro diminuzione.

RIFORMA PENSIONI, GLI EFFETTI DI QUOTA 100

Con il varo della riforma pensioni con Quota 100 nel sistema sanitario, a livello regionale è iniziata una corsa per cercare di evitare una fuoriuscita di medici che potesse mettere a rischio l’erogazione dei servizi. La Regione Toscana ha annunciato che da oggi ci saranno 150 nuovi medici nei Pronto soccorsi toscani. Il Governatore Enrico Rossi ha spiegato che la Regione ha deciso di investire sui giovani, che “ci aiuteranno a salvare il servizio sanitario pubblico e a evitarne la privatizzazione. Giovani medici di una generazione desiderosa e abituata a lavorare e formarsi sul campo”. “Siamo partiti dai reparti di emergenza perché quelli più sotto pressione e l’abbiamo voluto fare subito e velocemente, a ridosso di uno dei momenti di maggior accesso che è l’estate, soprattutto nelle località turistiche”, ha detto l’assessore alla Salute, Stefania Saccardi.

LE MOSSE DELLA REGIONE TOSCANA

Rossi ha anche annunciato che “continueremo a coprire, con nostre risorse, le borse di studio necessarie ma che il Ministero non garantisce. Già l’anno scorso l’abbiamo fatto per cento borsisti”. Oltretutto, come ha chiarito Saccardi, si introdurrà per i beneficiari di queste borse il vincolo “a lavorare poi all’interno del sistema sanitario toscano per almeno cinque anni”. In questo modo si punta anche a evitare che gli effetti della riforma pensioni con Quota 100 facciano trovare le strutture sanitarie toscane prive di organico. Come viene spiegato nel notiziario istituzionale della Regione, in Toscana oltre ai medici dei reparti di emergenza, c’è anche carenza di ginecologi e anestesisti. Dunque i fronti dove intervenire non mancano.

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