Risarcimenti alluvione Emilia Romagna richiesti solo da 7 aziende su 647/ Procedure troppo complesse

- Chiara Ferrara

I risarcimenti per l'alluvione in Emilia Romagna sono stati richiesti solo da 7 aziende su 647: il motivo è da ricondurre alle procedure troppo complesse

stefano bonaccini pd emilia romagna 2023 ansa 640x300 Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (Ansa, 2023)

Il sistema di richiesta per i risarcimenti dell’alluvione del maggio 2023 in Emilia Romagna è stato un vero e proprio flop. Nel comprensorio Basso romagnolo, come riportato da La Verità, sono state presentate soltanto 27 domande. Appena 7 delle 574 aziende dell’area faentina che erano interessati alla fine hanno completato la procedura sulla piattaforma Sfinge. Il motivo è da ricondurre al fatto che le procedure burocratiche sono troppo complesse, al punto che i diretti interessati hanno deciso di rinunciare al diritto di ricevere fino al 100% del ristoro.

L’iter per richiedere il contributo prevede innanzitutto che il Comune certifichi lo stato di alluvionato, successivamente è necessario presentare una perizia certificata e inviare la pratica a Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che ha il compito di valutare la perizia e i danni. Le pratiche bocciate in questa fase, per motivazioni variegate, sono state molte. In caso di approvazione, si deve pi tornare al Comune, che procederà a inviare la documentazione alla struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, d’intesta con il presidente della Regione Stafano Bonaccini.

Risarcimenti alluvione Emilia Romagna richiesti solo da 7 aziende su 647: è flop

È per questi motivi che i numeri sui risarcimenti per l’alluvione in Emilia Romagna sono estremamente ridotti. “A Ravenna credo che le perizie inoltrate non superino la decina”, ha confermato nei giorni scorsi a Settesere Enrico Piani, il coordinatore dei Comitati uniti e del comitato degli alluvionati della provincia. Oltre alla complessità della burocrazia, inoltre, è da considerare che tutto il lavoro di accesso agli atti, verifica degli immobili a norma, computo metrico ed eventuale sanatoria non è rimborsato dallo Stato, ma a carico dei cittadini. Una spesa a vuoto nel caso in cui la pratica venga rigettata. 

“Siamo davanti a un fallimento evidente di Sfinge”, ha commentato Marcello Arfelli del Comitato alluvionati Borgo-Sarna di Faenza a Il Piccolo Faenza. “La procedura per richiedere i ristori è burocratica e farraginosa, arrivando a dissuadere il cittadino dal presentare domanda di rimborso”. È difficile pensare che la Regione possa riuscire a risolvere i problemi in tempi brevi.





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