Ritenuta d’acconto addio/ Autonomi e liberi professionisti: solo partita IVA?

- Maria Melania Barone

Ritenuta d’acconto addio, a quanto pare non piace a Draghi che vorrebbe eliminare la possibilità di lavorare esternamente senza partita Iva. Ciò aiuterebbe a combattere l’evasione fiscale?

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Riforma pensioni 2022, un fondo complementare anche per le partite iva, lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Lavorare da esterni senza partita IVA? Oggi è possibile ma domani chissà. E quanto si apprende con il disegno di legge sulla delega fiscale, che potrebbe cambiare le abitudini di tutti eliminando le ritenute d’acconto.

Ritenuta d’acconto addio: tutto potrebbe cambiare

La nuova normativa introduce moltissime novità per gli autonomi, liberi professionisti i piccoli imprenditori: il governo italiano vuole eliminare le ritenute d’acconto. La colpa di questi strumenti di tracciatura di pagamento delle prestazioni lavorative rischia infatti di fare danni alle casse dell’erario, tanto che la possibilità di evasione, lavoro a nero si fa più concreta.

E non è tutto perché il governo Draghi vuole anche eliminare gli appuntamenti fiscali con gli acconti. Le tasse potrebbero essere pagate quindi su base mensile.

Ritenuta d’acconto addio: servirà contro l’evasione?

Ma veniamo al primo caso, cioè alle ritenute d’acconto. Si tratta di uno strumento utilizzato soprattutto per coloro che svolgono prestazioni occasionali d’opera e che in un anno hanno accumulano più di 5000 euro, la soglia necessaria per l’apertura della partita IVA. La domanda dunque è se realmente questa mossa possa garantire allo stato maggiori entrate. Perché in realtà le scelte da operare hanno tutte lo stesso scopo: evitare l’evasione, incrementare la tracciabilità.

E per il medesimo obiettivo è stata stabilita l’aliquota di transizione dal regime forfettario a quello ordinario per le fatturazioni che superano i 65.000 e si mantengono in un range inferiore agli 85000 euro. Per evitare che i forfettari che arrivino a fatturare un po’ più di 65000 euro cerchino di evadere, da quest’anno entrerà quindi in vigore l’aliquota al 20% che eviterà il pagamento dell’Irpef al 43%.







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