ROBERTA FINOCCHIARO/ “Something True”: soul music da Catania

- Paolo Vites

Il secondo disco della catanese Roberta Finocchiaro è interamente cantato in inglese tranne un brano e registrato in America

roberta finocchiaro
Roberta Finocchiaro

A Catania tornano a sbocciare fiori belli. L’indimenticabile esperienza della casa discografica indipendente Cyclope Records negli anni 90, fondata dall’intraprendente, vero appassionato di musica che poteva contare sull’amicizia personale di star come Bruce Springsteen e Michael Stipe, Francesco Virlinzi, ci fece scoprire un mondo di talentuosi artisti, scoperti e lanciati proprio da Francesco grazie al suo intuito. Stiamo parlando di nomi come Carmen Consoli, Mario Venuti, Brando, Nuovi Briganti, Teclo e Moltheni fra gli altri, facendo di Catania una delle capitali della musica indipendente italiana. Purtroppo la sua morte prematura nel 2000 portò inevitabilmente alla fine di questa storia. Adesso però qualcosa torna a muoversi, e proprio grazie alla sorella Simona, che ha aperto una nuova etichetta, la Tillie Records e che sta lanciando una nuova voce femminile, quella della brava Roberta Finocchiaro.

Giovanissima, autentico talento della chitarra acustica che sa maneggiare con sagace tecnica ora blues, ora folk, ora rock e dotata di una splendida voce piena di calde inflessioni, malinconia, anche sensuale nel senso della capacità di esprimere un ampio spettro di emozioni (Norah Jones è un chiaro riferimento), Roberta ha già due dischi alle spalle, “Foglie di carta” risalente a qualche anno fa, e il recente, uscito lo scorso dicembre, “Something True”, interamente cantato in inglese tranne un brano (Paura) e registrato nei più leggendari studi discografici al mondo, i Sam Phillips Recording a Memphis, dove registrò il suo primo 45 giri un certo Elvis Presley, quelli che Dylan definì i migliori al mondo per quel “particolare eco” che si ottiene con la voce del cantante e che caratterizzò tutto il sound magnifico e innovativo della prima generazione rock, da Elvis appunto a Jerry Lee Lewis a Johnny Cash. Con lei musicisti americani, responsabili anche della produzione artistica, David LaBruyere e Stephen Chopek, rispettivamente bassista e batterista che hanno suonato, in studio o live, con John Mayer, il cantautore country-blues idolo della Finocchiaro. Il risultato è un disco di orgoglioso e scoppiettante di funk-R&B e soul, ricco di groove come l’iniziale Lies,  ma anche di sofferte ballate (Be Myself, Leaf In Hurricane) che non ha nulla da invidiare a tante produzioni americane (ad esempio il bel disco soul che Sheryl Crow dedicò anni fa a questo genere musicale, si ascolti Love Changing), impreziosito da fiati che creano atmosfere di grande impatto. Il resto lo fanno la sua chitarra (brevi ma ottimi interventi solistici) e la sua voce e altri accompagnatori, americani anche essi ad esempio il bravo Russ Pahl alla pedal steel, banjo e doro. L’unico brano cantato in italiano per forza di cose ricorda un po’ Carmen Consoli, non per l’inflessione vocale, ma per il delicato approccio musicale e mostra che Roberta può intraprendere entrambe le strade senza perdere nulla.

Un disco coraggioso, quindi, Se si eccettua infatti il caso di Elisa (per la quale peraltro Roberta ha aperto alcuni concerti) che esordì ed ebbe subito successo pur cantando in inglese, in Italia questa strada è sempre destinata a non raggiungere il grande pubblico: “Da una parte sono molto contenta, dall’altra non posso nascondere le mie ansie. Paure in generale, perché per la musica questo non è un bel periodo. Sono consapevole che il mio genere “americano”, che unisce il pop alle radici del blues, del soul, del country, non è in testa ai gusti dei più giovani in Italia. All’estero funziona diversamente e l’obiettivo è creare un percorso che mi porti fuori” dice con grande consapevolezza. Roberta Finocchiaro ha alle spalle anche la vittoria nel 2017 al prestigioso Premio Fiat Music, il contest creato da Red Ronnie, con esibizione sul leggendario palco del Teatro Ariston. Insomma, la qualità c’è, il rispetto di molta critica pure, i segni che indicano un futuro radioso anche. Noi ci speriamo molto, perché Roberta Finocchiaro è qualcosa di unico in Italia. Che Catania torni a fiorire: “Something True è qualcosa di spirituale, la musica si ascolta ma tocca l’anima, unisce le persone in modo spirituale. Con la verità si risolve qualsiasi situazione”. Non possiamo che essere d’accordo.

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