Roberto Burioni, “Coronavirus: quarantena per chi torna da Cina”/ “È unica soluzione”

- Raffaele Graziano Flore

Roberto Burioni, “Coronavirus: quarantena senza eccezioni per chi torna dalla Cina”. L’immunologo sui sei nuovi casi in Lombardia: “È unica soluzione, ma niente attacchi di panico”

Roberto Burioni
Roberto Burioni (Facebook)

Dopo i sei nuovi casi di cittadini italiani contagiati dal Coronavirus in Lombardia, Roberto Burioni è intervenuto sui propri canali social per ripetere quanto già detto negli scorsi giorni a proposito del principale strumento che si ha per evitare il diffondersi dell’infezione nel nostro Paese, pur evitando di creare allarmismi. “Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante: chi torna dalla Cina deve stare in quarantena, senza eccezioni” ha tagliato corto il 57enne virologo pesarese che, come accennato, allo stesso tempo però invita i media e la popolazione a non farsi prendere da attacchi di panico dato che in momenti delicati come questi serve a suo dire invece prendere solo le decisioni giuste. E a proposito della quarantena ribadisce: “Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili” è il suo ammonimento dato che, come confermato dai tanti casi di cui si ha notizia, il Coronavirus può essere facilmente trasmesso pure da quei soggetti che non denotano sintomi apparenti.

ROBERTO BURIONI: “CORONAVIRUS, QUARANTENA PER CHIUNQUE TORNI DALLA CINA”

Riprendendo quanto detto su “Medical Facts”, la sua personale pagina Facebook, Roberto Burioni ha spiegato che non si possono esprimere giudizi definitivi sull’epidemia del Coronavirus dal momento che non si conoscono ancora bene tutte le sue caratteristiche anche se è oramai assodato che “replica bene anche in chi non ha sintomi come dimostra uno studio appena pubblicato sul New England Journal of Medicine”. Insomma secondo l’immunologo marchigiano, intervenuto dopo che i sei casi di cui sopra in Italia sono diventati di dominio pubblico, mettendo in allerta immediatamente la stessa sanità lombarda, ricorda come tutto ciò non ricalchi quanto accaduto ai tempi dell’epidemia di Sars dove il picco virale si raggiungeva dopo soli 10 giorni dalla comparsa dei sintomi, ovvero quando il paziente stava già molto male e quindi di solito il rischio di infezione c’era oramai solo per il personale sanitario. “Pure nel soggetto senza sintomi si possono raggiungere livelli di virus nel naso e nella gola paragonabili a chi i sintomi li aveva: quindi da questo studio concludiamo che le possibilità di infettare altre persone sono molto più alte” ha detto Burioni, spiegando che l’unica certezza acquisita è evitare a chi ha avuto contatti con le aree a rischio di entrare a sua volta in contatto col resto della popolazione. Dunque “tutti in isolamento per 14 giorni e lo stesso deve valere, senza alcuna eccezione, per chi viene in Italia dalla Cina anche facendo scalo in altri aeroporti”.



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