Roberto Cingolani/ “Non possiamo morire d’inquinamento, ma neanche di disoccupazione”

- Carmine Massimo Balsamo

Il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ai microfoni di Libero: “Tutti ambientalisti coi soldi degli altri”

Roberto Cingolani
Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica (LaPresse)

«Tutti ambientalisti coi soldi degli altri»: netto Roberto Cingolani ai microfoni di Libero. Il ministro della transizione ecologica del governo Draghi ha fatto il punto della situazione sulla rivoluzione verde, senza usare troppi giri di parole: abbiamo una sfida epocale di fronte a noi. Le trasformazioni avranno dei costi da sopportare e l’ideologismo non può che fare danni: «Resto esterrefatto quando sento ancora negare il dramma del cambiamento climatico, oppure, all’opposto, quando si richiamala necessità delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione, ma solo se gli impianti si installano da un’altra parte e se le bollette non salgono».

Fondamentale è lo sforzo di tutti i Paesi, ha precisato Roberto Cingolani: «Se tutti i paesi del mondo non contribuiranno convintamente agli obiettivi della decarbonizzazione nei tempi giusti, l’Italia e l’Europa potrebbero subire oltre al danno di un ambiente che continuerà a degradare anche la beffa di aver messo a dura prova il proprio sistema sociale e industriale nel tentativo di invertire la rotta del cambiamento climatico, imponendo costi importanti ai cittadini e alla forza lavoro del sistema economico». Anche in questo caso il fisico è chiaro, non possiamo morire di inquinamento ma neanche di disoccupazione…

ROBERTO CINGOLANI: “FERRARI RESTERÀ TOP MONDIALE”

Per arrivare alla svolta sono necessari importanti sforzi economici da parte dei paesi più ricchi, così da ridurre le disuguaglianze planetarie, e Roberto Cingolani ha spiegato che l’accordo raggiunto all’ultimo G20 rappresenta un ottimo passo in avanti. Ora il banco di prova «sarà passare dagli accordi internazionali di alto livello alla loro attuazione». Il ministro della transizione ecologica s’è poi soffermato sulla situazione Ferrari, rimarcando che l’azienda continuerà ad essere il top mondiale. Infatti, la Motor Valley può vantare risorse tecniche, inventive, umane e infrastrutturali «che le consentiranno comunque di rimanere un riferimento a livello mondiale»: «Ma per una conversione di questa portata anche a loro servono regole accettabili e i giusti tempi».



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