Roberto Fico/ “No al Mes, non c’è condivisione di responsabilità del debito”

- Carmine Massimo Balsamo

Roberto Fico a tutto tondo ai microfoni di Cartabianca: “L’alleanza con il Pd deve diventare stabile su tematiche che sono fondamentali”.

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Roberto Fico a Cartabianca

Dal caos in casa M5s alla partita europea, Roberto Fico a tutto tondo ai microfoni di Cartabianca. Il presidente della Camera, esponente di punta del Movimento 5 Stelle, si è soffermato sulla debacle all’ultima tornata elettorale: «Le Regionali le abbiamo perso, ma per me sono già belle che archiviate. Non è cambiato tantissimo rispetto al passato, abbiamo sempre avuto delle difficoltà alle amministrative, ora sono due le strade da prendere: una è quella da tenere all’interno delle Camere, sostenendo il Governo fino al 2023; l’altra, una riflessione interna al M5s che deve trovare una nuova organizzazione, un’identità più forte». Nessun rischio scissione, dunque, e attenzione alla possibile alleanza ancor più organica con i dem: «L’alleanza con il Pd deve diventare stabile su tematiche che sono fondamentali: sanità pubblica, scuola pubblica, l’aiuto ai più deboli, diritti sociali e diritti civili».

ROBERTO FICO: “OK RECOVERY FUND, MA NO AL MES”

Roberto Fico ha poi toccato il tema Recovery Fund, elogiando l’operato dell’esecutivo giallorosso: «Sul Recovery Fund c’è stata una grande discussione europea, molto importante, e dico che l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale. Questo debito che comunque facciamo è assolutamente condiviso, di responsabilità collettiva dell’Ue ed è la prima volta. E’ un risultato storico per l’Italia e l’abbiamo ottenuto noi». Ok il Recovery Fund, dunque, ma assolutamente no al fondo salva-Stati: «Ma il Mes è un’altra cosa, un’altra struttura. Nessuno in Europa ha acceso il Mes e non c’è una condivisione della responsabilità del debito. Se dobbiamo parlare chiaro, dico assolutamente sì al Recovery Fund, mentre il Mes non lo condividiamo con tutta Europa, se succede qualcosa dobbiamo vedercela con una struttura che non è rappresentata in qualche modo dagli stati europei. Noi dobbiamo essere responsabili sui debiti che contraiamo, dobbiamo sederci al tavolo per ragionare ma dobbiamo scoprire tutte le carte».

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