Roberto Mancini: “In finale ho detto ‘Gigio lo para…'”/ “Formazione la decido così…”

- Andrea Murgia

Il c.t. della Nazionale di calcio, Roberto Mancini, è stato ospite di Porta a Porta su Rai Uno. Sulla vittoria dell’Italia a Euro 2020 ha detto: “Io ci ho sempre creduto. Il tifo è stato straordinario”

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Roberto Mancini a Porta a Porta su Rai Uno

L’allenatore della Nazionale italiana di calcio, Roberto Mancini, è stato ospite ieri sera della nuova stagione di Porta a Porta su Rai Uno. Il commissario tecnico ha parlato delle emozioni provate durante l’Europeo vinto dall’Italia nel 2021: “Prima del torneo è difficile pensare di vincere. Io ci ho sempre creduto, ma poi giocarlo è tutta un’altra cosa. C’erano squadre più preparate e avanti di noi, come la Francia o il Portogallo campione uscente, ma noi italiani facciamo sempre qualcosa in più degli altri. In finale io dicevo ai ragazzi di star tranquilli e che meritavano di vincere. Eravamo arrivati lì dopo sette partite e quindi era subentrata la stanchezza, perciò andava tenuto su il morale”.

Mancini ha parlato dei calci di rigore nella finale vinta contro l’Inghilterra: “Le mie riflessioni durante i rigori? Li avevamo già calciati in semifinale contro la Spagna ed è difficile superarne due di seguito. Poi, dopo l’errore di Jorginho, c’è stato timore. Allora ho parlato con Gianluca Vialli e gli ho detto: ‘Ora Gigio (Donnarumma, ndr) lo para‘ “. Sul rapporto con Vialli, il c.t. ha aggiunto: L’abbraccio con lui è stato liberatorio per tutta la fatica che abbiamo fatto in questi anni. Siamo gli unici ad aver vinto l’Europeo oltre a Valcareggi nel 1968. Battere l’Inghilterra a Wembley penso che rimarrà nella storia”.

ROBERTO MANCINI A PORTA A PORTA: “QATAR 2022 SARA’ UN MONDIALE PARTICOLARE”

A Porta a Porta, il c.t. Roberto Mancini ha parlato anche dell’entusiasmo dei tifosi azzurri durante Euro 2020: “Arrivati in finale, molti facevano il tifo per noi. Ma la cosa più importante era soprattutto il supporto degli italiani e la spinta è stata straordinaria. Tra le curiosità rivelate a Bruno Vespa, la scelta della formazione: “I giocatori sanno chi è titolare la mattina della partita, qualche ora prima. Insieme allo staff facciamo una riunione due giorni prima per capire le soluzioni migliori perché magari l’allenatore da solo sbaglia e ha bisogno di consigli”.

Dopo un ricordo degli inizi da calciatore (mamma non sapeva che papà mi aveva portato a Bologna per iniziare la carriera. Io ho cominciato a giocare presto, nel 1982 a 16 anni”), Mancini ha fatto il punto sul futuro in Nazionale: “Abbiamo superato il record di imbattibilità di 35 partite arrivando, per il momento, a 37. Ora ci saranno i prossimi impegni di Nations League. Il Mondiale 2022? In Qatar sarà un po’ particolare perché siamo abituati alla competizione in estate, sarà una bella esperienza”. 

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