Roberto Speranza ha il Covid/ Ministro della Salute è in isolamento

- Alessandro Nidi

Roberto Speranza ha il Covid: il ministro della Salute si trova attualmente in isolamento e interverrà in videoconferenza al Consiglio dei Ministri di oggi

Speranza
Roberto Speranza, leader Articolo 1 e Ministro della Salute (LaPresse, 2022)

L’ufficio stampa del Ministero della Salute ha comunicato negli scorsi minuti che il ministro Roberto Speranza ha il Covid e si trova attualmente in isolamento. Per questa ragione, in virtù del suo stato di soggetto positivo al Coronavirus, Speranza non potrà prendere parte in presenza al Consiglio dei Ministri in programma oggi, mercoledì 15 giugno 2022, ma vi parteciperà in videoconferenza.

Peraltro, il ministro sarà altresì impossibilitato a intervenire alla conferenza annuale Pgeu – Gpue (Pharmaceutical Group of European Union) prevista nella mattinata odierna. Al suo posto ci sarà il capo segreteria tecnica del dicastero Antonio Gaudioso. Nel contempo, Roberto Speranza rimarrà a casa, nella speranza di poter tornare presto guarire dal Covid e riprendere la sua attività istituzionale dal vivo.

ROBERTO SPERANZA HA IL COVID, MA NON RINUNCIA AL CDM: SI COLLEGHERÀ IN VIDEOCONFERENZA

Nonostante il Covid, Roberto Speranza, come detto, non rinuncerà al Consiglio dei Ministri odierno, che sarà chiamato in particolare a esaminare due diversi decreti, rispettivamente relativi al calendario fiscale, con nuove scadenze aggiornate, e alle misure sui trasporti, con la proroga per le mascherine fino al 30 settembre.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, intervenuto su Rai Uno a “Unomattina Estate”, ha spiegato che “il virus circola ancora. L’obiettivo ‘contagio zero’ è irraggiungibile, noi puntiamo a una convivenza col virus il che significa tornare alla normalità con le nostre attività e anche fare in modo che gli ospedali possano continuare senza problemi l’attività ordinaria. E i dati riferiti all’occupazione dei nostri ospedali dicono che siamo di fronte a una situazione sotto controllo. Per quanto riguarda il prossimo autunno, è ragionevole pensare a un richiamo di un vaccino che sia aggiornato nei confronti delle nuove varianti. Poi valuteremo l’evolversi della situazione”.







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