Roger Federer, addio Olimpiadi/ Tennis, lo svizzero dà forfait: non andrà a Tokyo

- Claudio Franceschini

Roger Federer, addio Olimpiadi: il Re svizzero ha annunciato il forfait ai Giochi di Tokyo a causa dei problemi al ginocchio, l’oro resta un miraggio perchè nel 2024 avrà ormai 43 anni.

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Roger Federer dice addio alle Olimpiadi 2020 (da facebook.com/wimbledon)

ROGER FEDERER, ADDIO ALLE OLIMPIADI

Roger Federer non vincerà l’oro olimpico: a scanso di miracoli – nel 2024 avrà 43 anni – il Re si ritirerà dal tennis giocato senza quella medaglia (nel singolare: l’ha vinta in doppio) che è l’unico grande trofeo assente nella sua bacheca. Da qualche ora, Roger Federer ha annunciato il forfait alle Olimpiadi 2020: il problema al ginocchio sopraggiunto nel corso di Wimbledon gli impedisce di essere presente a Wimbledon, e così il torneo perde un grande protagonista. La storia si ripete rispetto al 2016: anche allora (era fine luglio) lo svizzero aveva dovuto rinunciare ai Giochi, in cui avrebbe dovuto provare a migliorare l’argento di Londra. Arrivava da un’edizione dei Championships in cui aveva giocato due maratone: vincente quella nei quarti contro Marin Cilic, perdente la semifinale contro Milos Raonic.

Dall’anno seguente Federer avrebbe anche deciso di non giocare la stagione sulla terra rossa, rinunciando al Roland Garros – comunque già vinto in carriera, nel 2009 – cambiando la sua personale regola solo in questa stagione, quando lo abbiamo visto tornare a Parigi salvo ritirarsi dallo Slam dopo il terzo turno. Ora, a cinque anni di distanza, Federer deve nuovamente dire addio al sogno delle Olimpiadi: le avvisaglie c’erano, e ovviamente quando abbiamo visto il Re uscire dal centrale di Wimbledon abbiamo tutti pensato (o quasi tutti, almeno) che Tokyo sarebbe rimasto per lui un miraggio.

FEDERER, WIMBLEDON E IL FINALE DI CARRIERA

A Wimbledon 2021, Roger Federer ha rischiato di uscire già al primo turno: sul 2-2 contro Adrian Mannarino, ha superato il turno solo per l’infortunio del francese. Da quel momento ha iniziato a carburare, facendoci pensare che potesse rivivere quel meraviglioso 2012 in cui, partito con la schiena dolorante e arrivato ad un passo dall’eliminazione (ancora contro un francese, quel Julien Benneteau che oggi, forse anche per quell’episodio, non gliele manda troppo a dire), era poi arrivato a vincere il suo settimo Wimbledon, nella finale contro Andy Murray – la prima di due, in un mese, sul centrale dell’All England Lawn & Tennis Club. Poi però sono arrivati i quarti: Hubert Hurkacz gli ha inflitto un 3-0 che il Re su questi campi non conosceva da 19 anni (ed era stato un tonfo, perché da numero 7 del seeding e un anno dopo il colpaccio su Sampras aveva perso da Mario Ancic, all’epoca qualificato) e un 6-0 (nel terzo set) mai capitato nelle sue precedenti apparizioni londinesi. La storia scritta al contrario, possiamo dire; nella conferenza stampa post-eliminazione Federer ha ammesso a chiare lettere di avere ovviamente il desiderio di tornare a Wimbledon, ma anche di non poterlo promettere con certezza visto che, alla sua età, non si può più pensare a lungo termine. Il che ci porta a considerare che, stavolta davvero, la carriera di Roger Federer possa essere al tracciato finale: a meno di miracoli alle Olimpiadi non lo vedremo più, a meno che il Re voglia regalarci la sua ultima gemma…



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