Roma, lezione drag queen ai bambini/ Evento salta per coronavirus, ma è polemica

- Carmine Massimo Balsamo

Drag queen a scuola per leggere fiabe ai bambini, caos a Roma Quadraro: ira Meloni, “L’evento è pubblicizzato sul sito ufficiale del Campidoglio”.

drag queen scuola roma
Immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

Roma, drag queen a scuola per leggere fiabe ai bambini: scoppia la bufera sull’evento pubblicizzato sul sito del Campidoglio e in programma presso la Biblioteca Interculturale “Cittadini del Mondo” (ubicata nell’edificio della scuola Damiano Chiesa, con ingresso in via Opita Oppio 41) dal 26 febbraio. Si tratta di un ciclo di tre incontri «finalizzati a far conoscere storie di inclusione e amicizia senza pregiudizi di genere», con protagoniste Cristina Prenestina e Paola Penelope. L’evento in programma domani è stato annullato a causa dell’allarme coronavirus, ma non si placano le polemiche. Netta la posizione di Giorgia Meloni, con la leader di Fratelli d’Italia che ha messo nel mirino Virginia Raggi: «Due drag queen parleranno di “inclusione” e “amicizia” a bambini dai 3 anni in su in una scuola di Roma. Il tutto pubblicizzato sul sito ufficiale del Campidoglio. Solo a me sembra una follia? Giù le mani dai bambini».

ROMA, DRAG QUEEN A SCUOLA PER LEGGERE FIABE: E’ CAOS

Proteste anche da parte del Popolo della Famiglia, con il leader Mario Adinolfi che ha accusato il sindaco di Roma Virginia Raggi, le autorità del Municipio VII e il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina di «voler proporre l’ideologia gender con tanto di timbro delle istituzioni e ovviamente a spese della collettività, perché la lobby Lgbt non fa mai nulla se non c’è corrispettivo di denaro pubblico». Il primo cittadino M5s, evidenzia Adinolfi, «dovrebbe occuparsi di tutt’altro in queste ore e, dunque, sospenda immediatamente questa inutile attività. Lasciate in pace almeno i bambini». Infine l’attacco del presidente del Family Day Massimo Gandolfini: «La matrice ideologica dell’iniziativa è chiara fin dal titolo della locandina che apostrofa bambin* e ragazz* con il famoso asterisco usato dai movimenti lgbt più estremisti per sostituire la coniugazione di genere dei nomi. Come al solito chi dice di voler esaltare le differenze e l’integrazione poi arriva persino a diluire le identità sessuali con un asterisco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA