AVSI POINT/ Sandro, i suoi 10 amici e quella notte di Natale all’Abbazia

- La Redazione

SANDRO MARTUFI, intervistato da IlSussidiario.net, è responsabile dell’AVSI-Point a Frosinone, e ci racconta che la loro presenza ventennale all’Abbazia di Casamari è ormai una tradizione

avsi_haitir400 L'impegno di Avsi a Haiti (Foto Ansa)

«Alla fine degli anni Ottanta abbiamo avuto chiaro che, se la legge ultima dell’esistenza è la gratuità, dovevamo sempre di più mettere in gioco la libertà di ognuno di noi, con la propria esperienza, e metterci la faccia, per sostenere l’impegno di Avsi nel mondo. Con un gruppo molto affiatato di 10 amici, abbiamo iniziato a promuovere le adozioni a distanza che, da poche decine, ora sono arrivate a più di trecento. Poi semplicemente a raccogliere fondi davanti alle chiese». Sandro Martufi, intervistato da IlSussidiario.net, è responsabile dell’AVSI-Point a Frosinone, e ci racconta che la loro presenza ventennale «all’Abbazia di Casamari è ormai divenuta una tradizione, la notte ed il giorno di Natale con le tende e i totem,  sotto gli stupendi archi gotico-cistercensi, a chiedere sostegno ai progetti proposti da Avsi».

In che modo riuscite a organizzare tutto per la sera di Natale?

Quando ancora le nostre famiglie sono a tavola per il cenone, una decina di noi vanno a Casamari a montare il tutto e si sta lì fino alle due di notte, per tornare il mattino dopo alle sette per la prima messa, fino alle sette di sera. Non abbiamo formule o ricette da suggerire, semplicemente ci siamo limitati ad aderire ad ogni circostanza ci si presentasse o iniziativa che ci venisse suggerita, semplicemente stando davanti ai fatti che accadevano, stando davanti alla realtà così come ci si presentava.

Che tipo di iniziative avete messo in campo nel corso degli anni?

Per alcuni anni abbiamo raccolto indumenti usati in convenzione con un negozio, inviando ad Avsi 21 quintali di vestiario. Poi c’è stata l’iniziativa del “Pane per i Profughi” per aiutare l’Afganistan e il Kosovo. Poi, ancora la raccolta per la Palestina e ancora raccolte straordinarie, in seguito allo Tsunami, al terremoto dell’Aquila e ad Haiti. Per queste ultime, lo scorso anno, siamo riusciti a coinvolgere la società di Basket Prima Veroli e la società di Calcio del Frosinone che militava in serie B, che durante le partite di campionato ci hanno permesso di essere in campo a raccogliere donazioni. Inoltre, grazie al contributo del comune di Veroli, abbiamo realizzato un sistema di approvvigionamento delle acque ed un pozzo in Sierra Leone.

E quest’anno?                                                                                      

Questo sarà il tredicesimo anno consecutivo della “Cena di Solidarietà”, con la quale siamo partiti timidamente, in un piccolo ristorante di un amico, con 150 partecipanti, continuando sempre a crescere. Poi, per problemi di capienza abbiamo dovuto cambiare tre ristoranti, essendo arrivati a staccare oltre ottocento biglietti. La “Cena” è ormai l’evento solidale più importante dell’anno in tutta la provincia, nel corso degli anni si sono alternati, Vescovi, Abati, Prefetti, Questori, Sindaci, Deputati, Europarlamentari, Senatori, Politici Regionali, Provinciali, Comunali, Presidenti di Confindustria, di Camera di Commercio e tanta gente comune e generosa.

In quali altri modi riuscite a reperire fondi?

La nostra fantasia nel reperire fondi non conosce limiti, come per esempio i vari mercatini che allestiamo, abbiamo venduto centinaia di collane di Rose, biglietti augurali, calendari con le icone di Russia Cristiana, concerti del nostro coro, vendita maglie, torte, libri, borse e quant’altro. Siamo molto grati anche alla stampa locale che negli anni, ci ha dato sempre più spazio, nei telegiornali, nei giornali e nelle radio, compresi ampi spazi pubblicitari, gratuiti. In questi anni,  in provincia di Frosinone,  abbiamo avuto la grazia di avere testimoni diretti, dell’impegno di Avsi, un po’ da tutto il mondo. Il Segretario Generale Alberto Piatti, Chiara Mezzalira, Mauro Giacomazzi, Clara Broggi dall’Africa, Consuelo Fontolan, Paolo Cremonesi, Pietro Sciumè, Alina dalla Romania, Marco Perini dal Libano. Inoltre, ancora conservo l’emozione del personale incontro con Rose Busingye, Rosetta Brambilla, Padre Berton, Padre Aldo Trento, Fiammetta Cappellini, uomini e donne che dell’impegno per  Avsi hanno fatto la loro vita.

Che cosa le hanno insegnato questi personaggi?

Da loro continuo ad imparare quello che don Giussani ci diceva nel “Senso della Caritativa” che “…la nostra natura è l’esigenza di interessarci agli altri, quanto più viviamo questa esigenza,  tanto più realizziamo noi stessi”. La cosa più bella che ci succede quando facciamo le tende è che aumenta a dismisura l’amicizia tra noi. Anche litigando per prendere delle decisioni, alla fine ci sorprendiamo a volerci più bene.

 

(Claudio Perlini)





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