PRIMARIE PD/ Così l’autocandidatura di Zingaretti può risuscitare Alemanno

FRANCESCO MOROSINI commenta la decisione del presidente della Provincia Zingaretti di impegnarsi in prima persona per le eventuali primarie per il candidato sindaco del centrosinistra a Roma

05.12.2011 - int. Francesco Morosini
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Nicola Zingaretti (Ansa)

«Credo che la candidatura di Nicola Zingaretti abbia due distinti significati, uno prettamente locale e un altro più nazionale: la situazione in città è disastrosa però, come è già avvenuto in passato, senza una valida alternativa c’è il rischio che Roma rimanga preda di qualche candidatura “populista”. Zingaretti riscuote sicuramente un grande successo popolare attraverso la sua azione sul territorio, e di conseguenza la dimensione locale lo pone come il candidato più forte. Si tratta però di una candidatura piena di insidie, perché il Pd laziale e romano ha vissuto gli ultimi tre o quattro anni in una grande difficoltà, da cui non riesce a riemergere con un’alternativa forte nonostante ci sia un sindaco debolissimo». A parlare è l’opinionista Francesco Morosini che, in questa intervista per IlSussidiario.net commenta la decisione dell’attuale presidente della Provincia Zingaretti di impegnarsi in prima persona per le eventuali primarie per il candidato sindaco del centrosinistra che inizieranno nell’autunno 2012: «Si fanno tante storie, tante leggende, – ha precisato Zingaretti durante l’appuntamento del Partito Democratico al Centro congressi monumentale di Santo Spirito – allora io a scanso di equivoci lo voglio dire a questo appuntamento importante che se sono le primarie a scegliere il sindaco, allora io ci sarò e farò la mia parte».

Mi parlava dei vari significati di questa candidatura…

In realtà si tratta di un’auto-candidatura che, grazie ad una leadership emergente come la sua, quantomeno sgombera il campo dalle varie ambiguità che c’erano, che ci sono ancora e che restano difficili da interpretare, anche se in realtà potrebbe valere un po’ per chiunque. A livello nazionale invece, avere Zingaretti occupato nella campagna elettorale romana significa senza dubbio tagliarlo fuori da una possibilità di leadership nazionale, almeno per il momento.

Pensa che ci sia sotto una strategia del Pd?

Resta  il fatto che Zingaretti non è stato scelto dal Pd, e nell’intervista dell’altro giorno ha dato la certezza che nel caso in cui a Roma ci fossero delle primarie, lui senz’altro correrà. E lo farà da una posizione importante, probabilmente la più forte, eppure le critiche non sono mancate e qualcuno definisce prematura questa candidatura. Insomma è un percorso che, come sempre accade nel Partito Democratico, non parte dall’alto ma dal basso, quindi si tratta più che altro di una scelta personale di Zingaretti che di una strategia politico-partitica. Comunque è molto probabile che il candidato emergerà all’ultimo minuto e attraverso le primarie, ma si troverà alle spalle un partito completamente lacerato.

Da chi sarà appoggiato Zingaretti?

Credo che Zingaretti troverà simpatia sicuramente da parte di Veltroni, il quale vuole in qualche modo “riprendersi” la città, e credo che per fare questo abbia bisogno del candidato che sulla carta sia il più forte per poter competere con il centrodestra. Lo appoggerà quindi una parte significativa del Pd, soprattutto su Roma, ma credo che lo appoggerebbe anche l’ala moderata, Fioroni in particolare. Resta però aperta sempre la questione principale: con quale schieramento, con quale alleanza? Infatti, insieme alle dichiarazioni di Zingaretti, ne arrivavano altre completamente contrastanti da parte del Terzo Polo che con ogni probabilità, di fronte ad una auto-candidatura del genere, presenterà un proprio candidato.

E Alemanno?

Facendo un po’ di ironia, oggi come oggi contro Alemanno vincerebbe chiunque, perché nel corso del tempo si è reso veramente poco popolare nella città di Roma. Eppure la candidatura di Zingaretti sarebbe davvero forte se fosse davvero unitaria e gestita in modo migliore, e in quel caso credo che porterebbe Alemanno a non ricandidarsi nemmeno, perché con ogni probabilità non avrebbe chance, e potrebbe tornare a occuparsi di politica nazionale, piuttosto che di quella locale che appare fuori dalla sua portata e dalla sua capacità di gestione. Se però Zingaretti si ritrova davanti un fronte totalmente diviso, con il Terzo Polo che va da solo e con un Pd lacerato dopo la scelta di un candidato che non accontenta tutti quanti  per le primarie, allora Alemanno potrebbe anche decidere di ricandidarsi e, come è accaduto in altre circostanze a livello nazionale, potrebbe addirittura avere delle possibilità. Diciamo però che se io fossi un bookmaker lo darei comunque perdente senza alcun dubbio.

Come vede Zingaretti sindaco di Roma?

La sua popolarità è sicuramente molto importante e da presidente della Provincia sta facendo bene, quindi non vedo controindicazioni da un punto di vista generale, ma è molto importante che il programma sia chiaro e ben delineato, come anche la sua squadra e tutte le alleanze.

 

(Claudio Perlini)

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