Romano Prodi spiato da Pegasus/ “Mi piacerebbe sapere per conto di chi”

- Carmine Massimo Balsamo

Romano Prodi, insieme ad altri esponenti politici di spicco, potrebbe essere stato obiettivo dei servizi segreti del Marocco

romano prodi
Romani Prodi in un seggio di Bologna (LaPresse)

Nel folto elenco di politici e giornalisti spiati tramite intercettazioni telefoniche figura anche Romano Prodi. L’ex presidente del Consiglio, esattamente come Emmanuel Macron, sarebbe stato vittima dello Spyware Pegasus, prodotto da un’azienda israeliana e che consente di infettare gli smartphone anche solo ricevendo una chiamata su Whatsapp. Numerosi i Paesi sospettati di fare uso di questo sistema, il Corriere della Sera cita il Marocco, in particolare in relazione al Professore.

Intervenuto ai microfoni del quotidiano diretto da Fontana, Romano Prodi ha sottolineato non essere né sorpreso né preoccupato da quanto accaduto: «Ho ringraziato i giornalisti del Washington Post che mi hanno avvisato, non so perché abbiano cercato di spiarmi. Mi piacerebbe sapere per conto di chi».

ROMANO PRODI VITTIMA DI PEGASUS

Romano Prodi potrebbe essere finito nel mirino dei servizi segreti del Marocco considerando che nel 2012 era stato inviato speciale dell’Onu nel Sahel, ma mancano ancora certezze. Raggiunto da Repubblica, l’ex presidente del Consiglio ha evidenziato di avere lo stesso numero di telefono di tantissimi anni, senza sapere cosa ci fosse da spiare: «Tra l’altro da tempo so che c’è questa possibilità di sorvegliare, intercettare, dialoghi e immagini e quindi…». Come già rimarcato in precedenza, Romano Prodi è soltanto uno dei profili di spicco coinvolti in questa brutta vicenda: tra gli altri ricordiamo anche l’attuale presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il re del Marocco Mohammed VI e persone dello staff del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus.



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