Rossana Rossanda ricoverata in ospedale/ Crisi cardiaca, è in condizioni stabili

- Mauro Mantegazza

Rossana Rossanda ricoverata in ospedale: crisi cardiaca per la cofondatrice del Manifesto che ha da poco compiuto 96 anni, ma è in buone condizioni.

Rossana Rossanda Rossana Rossanda (LaPresse)

Rossana Rossanda è stata ricoverata il mattino di sabato 25 aprile nell’ospedale romano del Santo Spirito per una crisi cardiaca: ne dà notizia il Manifesto, di cui Rossanda è stata cofondatrice. Secondo i medici che la seguono – il suo personale, il medico di fiducia e i responsabili del reparto ospedaliero – ora Rossana Rossanda sta meglio, le sue condizioni sono stabili e la situazione della sua salute non è critica.

La paziente è ben controllata e l’ospedale è una eccellenza per le malattie di cuore. Appena quattro giorni fa, il 23 aprile, Rossana Rossanda aveva compiuto 96 anni, essendo nata a Pola (allora italiana) il 23 aprile 1924.

Legittima dunque la preoccupazione per la salute di questa giornalista, scrittrice e politica comunista, che ha militato nel PCI e poi anche nei movimenti ancora più a sinistra del Partito Comunista Italiano, curiosamente ricoverata in ospedale proprio il 25 aprile, giorno della festa della Liberazione che è sempre stata molto cara a Rossana Rossanda. Adesso però arrivano buone notizie sulle sue condizioni di salute, che fanno dunque sperare in una guarigione per Rossanda.

ROSSANA ROSSANDA RICOVERATA IN OSPEDALE: LA BIOGRAFIA

Nata come detto nel 1924, Rossana Rossanda si laureò in lettere e filosofia alla Statale di milano e partecipò alla Resistenza come partigiana, per poi iscriversi al PCI. Nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del Partito Comunista, Rossanda nel 1963 venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati.

Nel 1968 pubblicò un piccolo saggio, intitolato L’anno degli studenti, in cui affermava la sua adesione al movimento della contestazione giovanile, negli stessi anni si schierò contro il socialismo reale dell’Unione Sovietica. Insieme a Luigi Pintor, Valentino Parlato e Lucio Magri contribuì alla nascita de il manifesto, che fu nei primi anni anche un partito, oltre che un quotidiano.

Fu dunque radiata dal PCI, ma nel 1972 il partito de il manifesto ottenne solo lo 0,8% dei voti e si unì con il Partito di Unità Proletaria, dando vita al PdUP per il Comunismo, di cui fu cofondatrice. A lungo direttrice del giornale il manifesto, si dedicherà al giornalismo e alla letteratura senza però abbandonare il dibattito politico e la riflessione sul movimento operaio e sul movimento femminista italiano. Il 26 novembre del 2012 lascia il giornale a causa di un forte dissenso con il gruppo redazionale.





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