Ruby ter, chiesti 4 anni e 2 mesi per Silvio Berlusconi/ “Corruzione atti giudiziari”

- Silvana Palazzo

Silvio Berlusconi, chiesti 4 anni e 2 mesi nel processo Ruby ter in corso a Siena: è accusato di corruzione in atti giudiziari, perché avrebbe provato a corrompere il pianista Danilo Mariani

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Silvio Berlusconi (LaPresse)

Quattro anni e due mesi di reclusione per Silvio Berlusconi. È questa la richiesta avanzata dal pm di Siena Valentina Magnini nell’ambito del processo Ruby ter, in corso nella città del Palio. Il leader di Forza Italia è imputato per corruzione in atti giudiziari: secondo l’accusa avrebbe pagato il pianista senese Danilo Mariani per indurlo a falsa testimonianza sul caso Olgettine. Per lui invece, come riportato dal Corriere della Sera, il pm ha chiesto quattro anni e sei mesi, ma lui è accusato anche di falsa testimonianza oltre che di corruzione in atti giudiziari. Quello di Siena è solo uno dei capitoli che caratterizza l’inchiesta per i soldi consegnati a chi partecipava alle «cene eleganti» affinché ammorbidissero le loro testimonianze sui rapporti tra Silvio Berlusconi e l’allora minorenne Ruby. Un altro processo infatti è in corso a Milano, ma ne sono stati avviati altri a Torino e a Roma.

RUBY TER, SILVIO BERLUSCONI RISCHIA 4 ANNI E 2 MESI DI CARCERE

Il 12 settembre scorso il tribunale di Siena aveva respinto la richiesta della procura di ascoltare alcune giovani che avevano partecipato alle feste ad Arcore. C’era anche Imane Fadil, morta nel marzo scorso. Secondo il pm potevano testimoniare la presenza di Danilo Mariani ad Arcore, ma secondo il collegio la loro testimonianza era considerata «non necessaria, avendo già testimoniato in altri processi con sentenze passate in giudicato». Venne ascoltato invece il commercialista Andrea Pierini, perito di parte della difesa di Silvio Berlusconi. Dopo aver analizzato i documenti contabili e gli accertamenti di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate, aveva confermato la tesi difensiva secondo cui i bonifici eseguiti da Berlusconi a Mariani erano dovuti a prestazioni professionali del musicista e quindi portati a tassazione come proventi da lavoro. Anche Giuseppe Spinelli, contabile dell’ex premier, nel successivo 10 ottobre negò categoricamente che ci fossero state erogazioni in relazione alla testimonianza di Mariani.



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